Con una domanda maliziosa i farisei cercano di tendere una trappola a Gesù ma egli, rimettendo le cose al loro posto, cerca di far capire a quelle persone, e al cristiano d’oggi, che tutti devono vivere nel mondo avendo come unico riferimento Dio e non il potere umano: nessuna scelta politica deve impedire di rendere a Dio ciò che gli è dovuto.
Quello che è doveroso, però, è capire che Gesù non è il capo di un movimento religioso in rivolta.
Benché egli insegni che chi vuol essere suo discepolo deve compiere i suoi obblighi civici, ciò che è importante e decisivo è che ogni cristiano sappia restare unito al suo Signore.
Soltanto a Dio si devono l’adorazione e il culto: né lo Stato né alcun’altra realtà di questo mondo possono pretendere ciò che è dovuto esclusivamente all’Altissimo.
Con l’offerta della sua vita Gesù ci insegna che il martirio è l’espressione suprema della resistenza cristiana di fronte al tentativo dei tanti poteri di questo mondo di usurpare il posto di Dio.
E, fidandoci della sua Parola, l’Eucaristia che celebriamo ogni volta diventa in noi una forza di liberazione dai poteri del mondo.
Fonte: per gentile concessione di don Sergio Carettoni dal suo blog.
