Al centro della parabola pone il seme: è lui il protagonista, tutti i verbi usati nel breve racconto hanno come oggetto proprio il nostro seme.
Seme che è la Parola rivelata dal Padre per bocca di Gesù e poi accolta e ritrasmessa da Luca alla sua comunità e da questa al mondo. Il messaggio è chiaro: il seme agisce da sé, a prescindere, è efficace al di là della bravura del seminatore o della qualità del terreno.
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Se è sotto gli occhi di tutti che per tre quarti delle volte la semina è destinata a fallire, è altrettanto vero che una volta su quattro il risultato è stupefacente, ben al di là delle aspettative. La parabola è un incoraggiamento, un invito alla fiducia, uno sguardo positivo sulla realtà.
Racconta la logica di un Dio che lascia liberi di accogliere e di ascoltare il suo messaggio. Oppure di rifiutarlo. O di accoglierlo parzialmente, per poi lasciarlo inaridire e morire.
Un Dio talmente rispettoso della libertà degli uomini, perché ama e l’amore lascia liberi, da correre il rischio della sconfitta e della dimenticanza. Un Dio che non si scoraggia, che insiste nel seminare. E la Parola continua a germogliare e a portare frutto.
Di più. Quando Gesù descrive l’azione negativa dei primi tre eventi usa un verbo al tempo dell’aoristo. È una forma verbale greca che indica un’azione puntuale, che inizia e finisce. Invece per il seme buono che fruttifica usa l’imperfetto, che in greco indica un’azione che perdura nel tempo.
Se da una parte il seme muore e soffoca, dall’altra continua a portare frutto. Di là il passato negativo, di qua il presente spalancato al futuro, che continua ad agire.
Ma chi è il terreno buono? Chi di noi può dire di essere un terreno produttivo? A me sembrerebbe di essere un po’ arrogante!
Mi sembra che diventiamo terreno buono se ci siamo riconosciuti in uno degli altri tre esempi. È lo sguardo che deve cambiare. Il nostro. Siamo chiamati a smettere di lamentarci per guardare, piuttosto, il regno che avanza.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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