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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 19 settembre 2026

NON BASTA ASCOLTARE GESÙ

Una grande folla accorre da Gesù. Lo cerca, lo ascolta, vuole sentirlo parlare. Eppure Gesù sembra provocarla: non basta stare lì ad ascoltare la Parola.

Il seme è buono. È la Parola di Dio. Il problema non è il seme, ma il terreno nel quale cade.

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Quante volte anche noi ascoltiamo il Vangelo, partecipiamo alla Messa, alla lectio, all’adorazione, leggiamo un commento… e poi torniamo a vivere esattamente come prima?

Abbiamo ascoltato, ma la Parola non è scesa nel cuore.

A volte siamo come la strada: la Parola arriva e subito viene portata via.

Altre volte siamo come il terreno pietroso: ci emozioniamo, ci entusiasmiamo, ma quando arriva una prova abbandoniamo tutto.

Altre volte siamo pieni di rovi: preoccupazioni, denaro, ambizioni, piaceri, mille pensieri… e la Parola rimane soffocata.

Poi c’è il terreno buono: chi ascolta, custodisce e persevera, fino a portare frutto.

E allora la domanda di Gesù oggi è scomoda:

CHE COSA STA PRODUCENDO IN ME LA PAROLA CHE ASCOLTO?

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Perché non si misura la nostra fede da quante parole di Gesù conosciamo, né da quante celebrazioni frequentiamo, ma da quanto il Vangelo sta trasformando concretamente la nostra vita.

Se dopo aver ascoltato Gesù continuo a giudicare, a non perdonare, a vivere nell’egoismo, nella paura, nella lamentela e nelle mie vecchie sicurezze, forse il problema non è che Dio non mi parla.

Forse sono io che ascolto… ma non voglio davvero lasciarmi cambiare.

«Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!»

Oggi Gesù non ci chiede semplicemente di sentire la sua Parola.

Ci chiede di farla entrare, custodirla e viverla.

Perché il seme porta frutto soltanto quando trova un cuore disposto a lasciarsi trasformare.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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