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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 settembre 2026

Movimento dei farisei: spezziamo una lancia a loro favore perché, troppo spesso, li rappresentiamo come una banda di delinquenti ottusi e incapaci.

Non è così: i farisei, nella stragrande maggioranza dei casi, erano persone sinceramente devote, credenti fervorosi e zelanti, stimati dal popolo proprio per la loro coerenza e per il loro comportamento.

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Ma, come in questo caso, c’erano le eccezioni, come ci sono fra noi cristiani.

Nessun rabbino fra quelli famosi al tempo di Gesù, ad esempio Bet Hillel o Bet Shammai avrebbero obiettato alla considerazione di Gesù: di sabato è lecito salvare una vita, fare del bene, perché la vita supera ed esplicita la norma.

Perché, allora, Luca riporta con tanta enfasi l’episodio e la sua drammatica conclusione?

Per indicare un atteggiamento che non è solamente dei farisei e degli scribi (i teologi di allora): come dicevamo ieri sono fortemente irritati dalla fama del Nazareno e cercano in tutti i modi di coglierlo in fallo. Santamente.

Perciò Luca sottolinea il fatto che Gesù mette nel mezzo, al centro della sua attenzione non la norma ma la persona ferita, umiliata, malata.

Questo vuole sottolineare, non certo narrare di un Gesù sovversivo o anarchico!

E, dal mio punto di vista, Luca mette in guardia noi cattolicissimi lettori da un rischio, quello di lasciarci divorare dai pregiudizi senza avere il coraggio di chiamarli per nome.

Perché Gesù, alla fine, fa fare una ben magra figura alla loro intransigenza, nella loro cecità non vedono l’evidente, quello che tutti vedono, ciò che il popolo percepisce, che, cioè, un uomo malato guarito rende più gloria a Dio di mille norme osservate con scrupolo!

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Ma, niente da fare, quella mortificazione invece di farli riflettere, fa scatenare in loro una vera e propria furia rabbiosa.

Succede anche nei nostri ambienti, anche fra preti, anche fra catechisti di lasciarsi prendere dai pregiudizi o dalla rabbia, magari mascherandola con sacro zelo, fingendo di difendere Dio (che non mi risulta desideri avere degli avvocati difensori).lo a nostra immagine e somiglianza ma per annunciare la liberazione, anche da un’idea di Dio soffocante e mortificante. Come ha saputo fare Gesù.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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