Cosa le importa di chi sia, veramente, sul serio, quello straniero?
Le hanno detto che guarisce, che è compassionevole, che non chiede denari che lei, peraltro non ha.
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Le ha provate tutte, in tutti i modi, frequentato tutti i santoni, invocato le divinità di molte genti ma sua figlia non è guarita.
Allora si avvicina al gruppo, si mette a urlare, fa la sceneggiata, piange, si dispera, così ha imparato, povera donna inascoltata, finché qualcuno le dia retta.
Sono in imbarazzo, gli apostoli, li segue, sbraita, attira l’attenzione divertita di tutti, ma Gesù non fa una piega.
Alla fine, chiedono a Gesù di intervenire, di darle retta ma Gesù, sorprendendo tutti (e noi), dà una risposta raggelante: first Israel.
Ecco, ci mancava un Messia razzista e primatista.
Smette di gridare, la donna. Si prostra, usa un altro metodo, fa ancora un tentativo.
La riposta di Gesù è ancora uno schiaffo: non si dà ai cani il pane dei figli.
Uff! Si ferma, finalmente, la donna, rientra in sé stessa.
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No, decisamente questo giudeo non è come gli altri guaritori, non cede alle lusinghe, chiede discepoli, non fan…
Replica: sì, hai ragione, è da cani presentarsi e chiedere senza offrire, senza donare.
Sì, ha ragione: Gesù deve prima occuparsi dei suoi discepoli, di chi conosce la sua dottrina, di chi lo segue.
Lei che c’entra in tutto questo? Ha ragione, sciocca lei ad averci provato, ad avere tentato di manipolarlo.
Però, a volte, i cani si sfamano delle briciole cadute dalla tavola dei figli.
Il Maestro, le sorride, stupito da tanta grazia, ironia, sincerità.
Accada in proporzione alla sua fede.
Una splendida storia di pareri che cambiano, di azioni che smuovono.
La durezza di Gesù, tutto preso dalla sua missione alla casa di Israele, che si lascia intenerire non dalle urla della pagana, ma dal dolore della madre che riconosce i suoi limiti.
La superficialità della donna, ossessionata dalla guarigione ad ogni costo, che in quella durezza vede l’occasione di rivedere le sue priorità e di riconoscere i suoi limiti.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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