E, niente: c’è un piccolo Erode in me, e, immagino, in ciascuno di noi. Un piccolo Erode che scatta come una molla quando qualcuno ci fa notare che quello che facciamo è sbagliato.
Oggettivamente sbagliato. Come il fatto di prendere come amante pubblica la propria cognata, per dire…, cosa che, al di là del valore morale del gesto, è perlomeno discutibile dal punto di vista delle relazioni famigliari.
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Allora, pur sapendo di avere torto, preferiamo mettere a tacere quelli che consideriamo pettegolezzi e, se potessimo!, qualche testa la faremmo rotolare.
Un piccolo Erode che ascolta volentieri Giovanni quando parla di Dio e della conversione, ma che sacrifichiamo volentieri se questa cosa mette in discussione la nostra immagine pubblica.
Un piccolo Erode che non sa addomesticare le proprie passioni e che non conosce il senso del ridicolo turbandosi davanti al ballo sensuale di una ragazzina/o.
Un piccolo Erode che si lancia in proclami altisonanti per farsi bello, per apparire, per fare il magnifico, salvo poi cadere nella trappola del giudizio altrui e di uccidere l’innocente (e l’innocenza) all’altare discutibile della coerenza a tutti i costi e dell’apparire debole tornando sui proprio passi.
Insomma: un vero disastro.
Certo, non siamo re e nemmeno principi, né così sprovveduti e crudeli, ma è solo una questione di proporzione.
Ci riguarda questa pagina, riguarda i tanti Erodi che, sommati, fanno di questo mondo un posto:
- invivibile
- aggressivo
- superficiale
- lascivo
- ingannevole.
Eppure, dopo duemila anni, ricordiamo quel re fantoccio, manovrato dall’astuzia di un’amante senza scrupoli e vendicativa, solo per il fatto di avere uccidere un insignificante profeta capace di parlare ai cuori con fermezza.
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E che abita in ciascuno di noi, proprio come il piccolo Erode.
Diamo spazio al piccolo profeta che siamo: cercatore di Dio, assetato di verità e di assoluto, capace di esprimere la propria fede e di testimoniarla a costo della vita.
E tanti piccoli profeti, giorno dopo giorno, renderanno presente il Regno.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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