RABDOMANTI DELLA LUCE IN NOI E NEGLI ALTRI
Il nostro lavoro religioso,
vero lavoro spirituale,
è portare a maturazione
il buon seme,
il granellino di senapa,
il buon lievito che Dio
immette in ciascuno di noi
con l’ostinazione fiduciosa
del grande seminatore.
E aiutare chi è affidato
alle nostre cure
o al nostro affetto
aiutarlo a maturare,
a fiorire,
a far granire le sue spighe.
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Portiamo avanti
la nostra positività
e tutto il nostro essere
maturerà nel sole.
Portiamo avanti la positività
e la zizzania
scomparirà soffocata perché
non troverà terreno,
non vedrà il sole.
Ma chi è il santo
secondo il Vangelo?
Il santo vi sembra colui che
non ha zizzania nel cuore.
E dove lo trovi?
Uno che non ha difetti
o colpe,
e dove lo trovi?
Eppure i santi ci sono.
Il santo è colui che
mette in minoranza il male
nella sua vita,
cioè lo ricopre di bene:
pecca sette volte al giorno,
ma fa il bene settanta volte sette.
O almeno otto volte,
non esageriamo.
Ricopre la zizzania
di spighe e la sopraffà
con bicchieri
d’acqua fresca,
con gesti di generosità,
di coraggio,
di canto, di lode.
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Lo ripeto:
non preoccupiamoci
prima di tutto
della gramigna,
dei nostri difetti o debolezze,
ma coltiviamo
una venerazione profonda
per le nostre
energie di bontà,
per le forze di generosità,
per i talenti di accoglienza,
di fiducia, di fecondità
che Dio ci ha consegnato.
Facciamo che erompano
in tutta la loro forza,
in tutta la loro bellezza,
in tutta la loro potenza,
e vedremo le tenebre scomparire.
Dobbiamo amare
il luminoso
che c’è in noi e nel mondo,
amarlo come orma di Dio.
Ricordate cosa è detto
di Giovanni il Battista?
Venne a rendere
testimonianza alla luce.
E così dobbiamo
essere anche noi:
testimoni del bello,
del buono, della luce
che c’è in ciascuno;
non del marcio, del veleno,
dello sporco che gira
in noi e attorno a noi.
Testimoni della luce,
moltiplicatori di luce,
rabdomanti della luce
che c’è in noi e negli altri,
e diffonderla.
Come il Battista:
testimoni della luce
che a sua volta
è testimone
della bontà di Dio,
figlia primogenita
del creatore.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
