Gesù allarga i confini della famiglia: non sono solo i legami di sangue a definire l’appartenenza, ma l’ascolto e la pratica della volontà del Padre. «Chi fa la volontà del Padre mio è per me fratello, sorella e madre». È una parola che non esclude, ma apre.
Questa appartenenza non è un premio da conquistare, ma un dono già offerto. In Cristo siamo già accolti nella famiglia di Dio. Fare la volontà del Padre non significa guadagnarsi un posto, ma vivere da figli che lo hanno già ricevuto.
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Qui sta la nostra speranza: non siamo chiamati a dimostrare qualcosa, ma a rispondere a un amore che ci precede. San Francesco d’Assisi ha vissuto questa libertà: si sapeva figlio e per questo poteva vivere con semplicità e fiducia.
Anche noi possiamo fare questo passaggio: dalla paura di non essere all’altezza alla gioia di essere già amati. La volontà di Dio non è un peso, ma una strada di vita piena. Ogni gesto di amore, ogni scelta di bene ci inserisce sempre più in questa comunione.
Per Riflettere
Mi sento davvero figlio amato da Dio? Le mie scelte nascono dalla paura o dalla fiducia? Come posso vivere oggi la volontà del Padre?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
