È facile immaginare lo smarrimento dei discepoli quando Gesù li manda in missione. Forse si saranno detti: “Non siamo ancora pronti. Come possiamo annunciare che Dio è vicino?”.
Eppure il Vangelo indica subito la via: non riempire l’aria di parole, ma riempire la strada di gesti. Gesù lo ripete con chiarezza: «Guarite gli infermi—dice il Signore—risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10, 8). “Qui sta il cuore dell’annuncio: una testimonianza gratuita, che si fa servizio” (Papa Francesco, Angelus del 18 giugno 2023).
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Rileggendo queste parole capiamo che Gesù non chiedeva ai suoi di “saper dire” tutto, ma di lasciarsi guidare nel fare. Anche oggi ci chiede di uscire, di non restare chiusi al sicuro, perché la fede si trasmette camminando: negli incontri di ogni giorno, nelle scelte piccole e concrete, nel modo in cui trattiamo le persone.
È così che il Vangelo diventa una buona notizia che si vede: seguire Cristo fa bene, dà respiro e restituisce senso alla vita. Gesù ci chiama a essere portatori gratuiti di speranza; a noi la libertà—e la responsabilità—di accogliere la sua proposta.
Per Riflettere
Papa Francesco ci invita a vivere questo vangelo riassumendone il significato con tre parole semplici ed efficaci: cammino, inteso come l’uscire da se stessi per portare qualcosa di bene agli altri; servizio: la vita del cristiano non è per se stessi, è per gli altri, come è stata la vita di Gesù; gratuità: come dice Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Queste parole ci appartengono?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
