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don Nicola Galante – Commento al Vangelo di domenica 5 luglio 2026

Dopo aver sperimentato il rifiuto e l’incredulità da parte degli abitanti di alcune città della Galilea, Gesù trasforma questa crisi in opportunità, tessendo il cosiddetto Inno di giubilo, che nel Vangelo di questa domenica viene proclamato nella versione matteana (esiste anche quella lucana!).

Com’è bello scoprire in questo rendimento di grazie due titoli tipici di Dio: “Padre” e “Signore del cielo e della terra”!

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Gesù ci ha rivelato in modo pieno e definitivo che Dio non è distante o indifferente a noi, ma molto vicino a noi: col battesimo, siamo divenuti figli nel Figlio e, sempre grazie al Figlio, possiamo avere una relazione di comunione con il Padre! «Nell’Inno di giubilo, come in tutta la sua preghiera, Gesù mostra che la vera conoscenza di Dio presuppone la comunione con Lui» (Benedetto XVI).

In un mondo inumidito da una cultura dell’autoreferenzialità e da un revival della mania di potenza, ci fa bene ricordare di non essere autosufficienti, di non bastare a noi stessi, di non avere sempre ragione! Siamo “piccoli”, fragili e vulnerabili, creati per vivere in relazione e invitati ad assumere la mitezza come “una scelta metafisica” – così Norberto Bobbio nell’Elogio della mitezza – necessaria nella “società violenta in cui siamo costretti a vivere”.

Ringraziamo il Signore per averci dato in Papa Leone XIV un testimone coraggioso della forza disarmante della mitezza!

Preghiera

Ti rendo grazie, Signore, per il grande dono della Vita!

Domande per noi…

1.⁠ ⁠Qual è il mio “Inno di giubilo”?
2.⁠ ⁠Quanto vivo la mitezza nelle mie relazioni?

Chi è don Nicola

Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.

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