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don Lucio D’Abbraccio – Commento al Vangelo del 1214 giugno 2026

​A testa alta

​Un collega assente, e tutti gli altri che parlano male di lui. Lo sentiamo: non è giusto. Ma tacciamo, perché abbiamo paura di restare isolati. Un ragazzo, a scuola, non dice che va a Messa, non dice che prega. Ha paura di essere preso in giro. Quante volte, per paura degli altri, ci mettiamo una maschera?

​A questa paura Gesù risponde oggi con parole semplici, come un padre al proprio figlio. Dice: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto». La verità, da sola, viene sempre alla luce. Non serve nasconderci. Se abbiamo incontrato l’amore di Dio, deve vedersi. «Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze». Le nostre terrazze sono la tavola di casa, la macchinetta del caffè in ufficio, la panchina del parco. Lì siamo chiamati a essere semplicemente coerenti.

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​Essere coerenti costa. Si può perdere un’amicizia comoda, o un guadagno facile ma sporco. Gesù lo sa, e per questo dice parole forti: «E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo». Uccidere il corpo, oggi, vuol dire essere criticati, esclusi, derisi perché non seguiamo la corrente. Ma questo tocca solo l’esterno. Non può toccare l’anima, cioè il nostro legame con Dio. La vera rovina è un’altra: è quando, per piacere agli altri, vendiamo la coscienza, e perdiamo la pace dentro di noi.

​Per farci capire quanto siamo custoditi, Gesù prende un’immagine dal mercato del paese, che tutti conoscevano: «Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro». I passeri erano gli uccelli più poveri, il cibo di chi non poteva permettersi altro. Eppure Dio guarda anche loro. E aggiunge un dettaglio ancora più piccolo: «Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati». Come una madre che accarezza la fronte del figlio con la febbre, e non perde un solo respiro: così Dio conosce ogni nostra notte insonne, ogni fatica, ogni lacrima che nessuno vede. «Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!». Il nostro valore non sta nei soldi, nei beni, negli applausi. Sta nell’essere figli di un Padre che non distoglie mai lo sguardo.

​Questa certezza ci dà il coraggio di non nasconderci. Riconoscere Gesù davanti agli uomini — «chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli» — non è un gesto eroico. È dire un “no” a una scorciatoia disonesta. È difendere chi viene deriso. È non aggiungere una parola al pettegolezzo. È un gesto di bene fatto senza aspettarsi nulla in cambio.

Portiamo a casa una sola cosa, oggi: non un capello cade dalla nostra testa senza che il Padre lo sappia. Possiamo camminare a testa alta. Nessuno, davvero nessuno, può rubarci il suo amore. Amen!

Per gentile concessione di don Lucio, dal suo blog.

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