A volte ci possono essere malattie o disturbi che colpiscono la vista e allora ci vediamo male. Oppure semplicemente possiamo avere gli occhi arrossati perché li abbiamo sforzati o perché abbiamo una allergia. Ma non è questo che preoccupa Gesù quando dice: “La lampada del corpo è l’occhio…”.
Gesù sta parlando di un altro tipo di vista: lo sguardo del cuore. Perché possiamo avere occhi perfetti e vedere tutto… ma non capire nulla. Possiamo guardare una persona e vedere solo un difetto, solo un errore, solo qualcosa che non va. Oppure possiamo guardare la stessa persona e accorgerci del bene, della fatica, della bellezza nascosta.
- Pubblicità -
L’“occhio semplice” è uno sguardo limpido, non complicato, non malizioso, non pieno di sospetto. È uno sguardo che cerca il bene, che non gode del male, che non si nutre di giudizio. È lo sguardo di chi lascia entrare la luce, invece di costruire dentro di sé ombre.
E allora capiamo perché Gesù dice che tutto il corpo sarà luminoso o tenebroso: perché il modo in cui guardiamo cambia il modo in cui viviamo. Se vedo tutto in negativo, vivrò nel peso, nella chiusura, nella tristezza. Se imparo a vedere con uno sguardo semplice, la luce entra… e piano piano illumina tutto.
Forse oggi la domanda non è: “Cosa vedo?”, ma: “Come guardo?”.
E la buona notizia è che questo sguardo si può educare. Si può chiedere.
Chiedi al Signore uno sguardo nuovo: capace di riconoscere il bene, di vedere oltre, di non fermarsi al buio.
E ti accorgerai che la luce non è lontana: era già pronta a entrare.
La luce aspetta solo che noi apriamo gli occhi.
