Commento al Vangelo del 19 aprile 2026 a cura di p. Alberto Maggi OSM
Dalla Delusione alla Gioia: Il Cammino di Emmaus secondo Alberto Maggi
Il racconto dei discepoli di Emmaus non è solo un fatto storico, ma un profondo percorso teologico che parla ancora oggi alla nostra fede. Padre Alberto Maggi ci guida attraverso questo brano mettendone in luce gli aspetti più rivoluzionari:
- L’illusione di un Messia nazionalista: I due discepoli sono profondamente delusi. Per loro, la morte di Gesù era la prova del suo fallimento, poiché si aspettavano un Messia liberatore che restaurasse il regno di Davide e dominasse sulle altre nazioni,,. Non avevano compreso che Gesù non era venuto per il regno d’Israele, ma per il Regno di Dio.
- Cercare il vivente tra i morti: Dirigendosi verso Emmaus — luogo di una celebre vittoria militare del passato — i discepoli cercano rifugio nella tradizione e nella gloria trascorsa,. Non riconoscono Gesù mentre cammina con loro perché i loro occhi sono rivolti all’indietro, a un uomo che considerano ormai morto,.
- La chiave dell’Ermeneutica: Gesù li rimprovera per la loro “lentezza di cuore” (cioè di mente) nel comprendere i profeti. Padre Maggi sottolinea l’importanza del verbo interpretare: la Scrittura va letta con lo stesso spirito che l’ha ispirata, ovvero l’amore incondizionato del Creatore per tutte le sue creature,. Senza questa chiave di lettura, la Bibbia può essere usata impropriamente per giustificare violenze o supremazie.
- Riconoscersi nello spezzare il pane: La svolta avviene a tavola. Ripetendo i gesti dell’ultima cena, Gesù si fa riconoscere nello spezzare il pane,. In quel momento, Gesù non “scompare”, ma si rende invisibile: non c’è più bisogno di vedere la sua figura fisica, perché la sua presenza è ora garantita ogni volta che la comunità si fa pane e alimento di vita per gli altri,.
- Il ritorno alla comunità: L’incontro cambia radicalmente i discepoli. Da tristi e lenti di cuore, diventano pieni di gioia e corrono a Gerusalemme per annunciare che il Vivente è presente nella fede e nella condivisione,.
Conclusione: La presenza di Gesù non è un’esperienza del passato, ma una possibilità del presente. Ogni volta che spezziamo il pane e ci facciamo nutrimento per il prossimo, il Signore si manifesta in mezzo a noi.
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