Dopo la Risurrezione, i discepoli tornano al lago. Tornano a ciò che conoscono, alla loro normalità. Ma quella notte la loro barca resta vuota. È l’immagine della nostra vita quando, anche in buona fede, facciamo tutto da soli: fatiche, progetti, relazioni… e tuttavia il cuore rimane stanco e infruttuoso.
La svolta accade quando Gesù appare sulla riva e dice una sola frase: «Gettate la rete dalla parte destra della barca». È assurdo, quasi offensivo per pescatori esperti. Eppure obbediscono. E l’obbedienza alla sua Parola crea lo spazio del miracolo: dove prima c’era vuoto, ora c’è abbondanza; dove prima c’era frustrazione, ora c’è stupore; dove prima c’era fallimento, ora c’è pienezza.
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Senza Cristo la nostra barca resta vuota e infeconda. Possiamo avere reti perfette, strategie brillanti, esperienza e tecnica… ma se Lui non è a bordo, la nostra notte sarà sempre lunga.
E poi c’è il fuoco acceso sulla riva: Gesù che prepara da mangiare. Il Risorto non solo riempie le nostre reti, ma ci sfama. Si prende cura della nostra fame più profonda: fame di senso, fame di amore, fame di vita vera. E non ci sfama con cose, ma con sé stesso. Il pane e il pesce caldo sulle braci è il segno concreto del suo amore che riscalda, accoglie, ricostruisce.
La provocazione allora è semplice e radicale: in quale parte della tua vita stai pescando senza di Lui? In quale rete continui a insistere, senza ascoltare la sua Parola? Dove stai sperimentando quel vuoto che solo la sua presenza può riempire?
Perché il vero miracolo non è la quantità di pesci…
Il vero miracolo è riconoscere il Risorto sulla riva della nostra storia e lasciarci nutrire da Lui.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
