Ci avviciniamo alla Settimana Santa e le letture di questi giorni preannunciano già l’imminente fine di Gesù. Infatti, già troviamo brani in cui Gesù è cauto perché vogliono arrestarlo per condannarlo. È triste vedere come un uomo, completamente innocente, venga perseguitato e costretto a nascondersi.
Accade ancora oggi? La verità è scomoda. Ascoltare la verità non è sempre piacevole. Tuttavia, la verità non è qualcosa che si può nascondere: deve risplendere di luce propria. Ed è proprio questo che fa Gesù: porta alla luce la verità. Una verità che non proviene da lui, ma da Dio Padre.
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Ed è proprio questo che Dio, per amore, ci mette a disagio: ci fa conoscere la nostra verità più profonda. Siamo disposti ad accoglierla? O facciamo di tutto per evitarla? E non è solo la verità che Gesù porta a metterci a disagio, ma anche il fatto che egli sia un uomo “ordinario”, la cui storia e il cui passato sono noti a tutti: è fin troppo ordinario. La prima cosa che potremmo pensare leggendo il Vangelo di oggi è: “Poveri, avevano il Messia proprio davanti a loro e non se ne sono accorti”.
Eppure, possiamo essere come loro: sono convinto che più di una volta qualcuno ci abbia detto qualcosa di importante, ma non gli abbiamo dato alcun valore perché quella persona ci sembrava insignificante. Quanti bambini, parenti e sconosciuti ci hanno detto qualcosa e noi non li abbiamo nemmeno ascoltati.
Che peccato, perché il Padre parla anche attraverso di loro. Continuiamo questo cammino quaresimale: ascoltiamo oggi la voce del Signore in quelle persone che “non sono nessuno” ma che portano una verità profonda nella nostra vita.
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