È un vangelo difficile quello di oggi perché è la storia di un papà di un figlio gravemente malato che va da Gesù per ottenere il miracolo e Gesù dirà questo padre: “va’, tuo figlio vive!”. Il padre tornerà a casa e troverà il figlio miracolato, guarito, vivo.
Cosa può voler dire questo: “va’, tuo figlio vive” per tutti quei genitori che il miracolo non l’hanno ricevuto?
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Oggi mi è accaduta una cosa molto forte e per certi versi sconvolgente. Io credo nelle coincidenze ma soprattutto alle Dio-incidenze… ho letto questo vangelo, prima di rimettermi in macchina per tornare a casa dopo essere stato, questa mattina, per qualche ora a Rocca di Caprileone, dove sono stato a trovare Davide e Laura, genitori della dolce Federica, una ragazza di 16 anni, affetta, dalla nascita, da una rarissima malattia, la smard 1, che l’anno scorso ci ha lasciato.
Cosa può voler dire: “Va’, tuo figlio vive”, per questi genitori. La risposta me l’hanno data proprio loro. Oggi, in questo paese, c’è stata una giornata della memoria… è stata svelata una targa… è stata celebrata una messa… ma soprattutto abbiamo ascoltato tante testimonianze: quella dei genitori… del sindaco… dei compagni di classe… dei docenti che hanno dato risposta alla domanda che mi ero posto: “Va’, tuo figlio vive!”… significa che Federica continua a vivere… a vivere nella vita delle persone che l’hanno incontrata… che l’hanno amata… che continuano ad amarla e che Federica ha amato
…perché l’amore genera amore. E quando una persona ce l’hai dentro al cuore e l’ami allora continui a vivere e lei continua a vivere dentro di te, anche se non l’hai accanto!
Ed è quello che accade proprio grazie a questa potenza dell’amore: non basta ricordare (cioè portare nel cuore) una persona… non basta rammentare (cioè portarla nella mente)… occorre anche rimembrare, sì, l’amore ha questa capacità di fare vivere la persona amata nelle membra (rimembrare, appunto, cioè) nel corpo… nella vita delle persone che hanno sperimentato questo forte amore e che si è trasformato in atti di carità… si è trasformato in amore…
Allora… grazie Davide… grazie Laura… grazie Federica… grazie a tutti coloro che hanno saputo e sanno trasformare la sofferenza in amore… amore concreto… nonostante le fragilità… nonostante la fede vacillante… l’amore può trasformarsi in amore concreto vincendo la sofferenza e anche la morte!
AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK | Telegram
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