Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 11 Febbraio 2026

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Gesù ci invita a spostare lo sguardo dal “fuori” al “dentro”, dal rispetto delle apparenze alla verità del cuore. Rompe gli schemi religiosi del suo tempo, affermando che la purezza non dipende da ciò che entra nell’uomo, ma da ciò che esce da lui.

Non sono le cose esteriori a contaminare, ma i pensieri, le parole e le intenzioni che nascono da un cuore chiuso all’amore. È una rivoluzione profonda: Dio non guarda all’immagine che diamo, ma alla sorgente interiore da cui scaturiscono i nostri gesti.

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L’impurità, dunque, non è questione di contatto o di regole alimentari, ma di libertà e responsabilità. Gesù ci insegna che il vero male non viene da fuori: nasce quando nel cuore si insinua l’egoismo, l’invidia, la menzogna, la superbia. La purezza evangelica è quella condizione interiore in cui pensieri, parole e azioni coincidono con il bene. Non si tratta di “fare i puri”, ma di lasciarsi purificare da Dio, che solo può trasformare il nostro cuore di pietra in un cuore di carne.

Siamo chiamati a custodire i sentimenti, a discernere ciò che abita nel cuore, perché da lì parte la direzione della vita. Quando il cuore è abitato da Cristo, tutto ciò che ne esce (parole, scelte, gesti) diventa sorgente di luce e di bene per noi e per gli altri.

Per Riflettere

La vera purezza nasce dal cuore: non conta ciò che entra in noi, ma ciò che da noi esce. Gesù ci invita a guardare dentro, perché è dal cuore che nascono il bene e il male. Solo un cuore abitato dall’amore rende pura tutta la vita.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi