- Pubblicità -

p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 12 luglio 2026

Siamo parabole

Il nostro modo di comunicare dice molto del nostro modo di amare. C’è un rapporto profondo tra le parole che pronunciamo, o che evitiamo di dire, e le relazioni che costruiamo. La nostra vita parla sempre, inevitabilmente. Parliamo con i nostri silenzi e con i nostri sguardi, con le nostre decisioni e con la nostra indifferenza. La nostra vita è sempre una parabola. Parabola viene infatti da para-ballein, gettare avanti. La nostra esistenza è sempre gettata avanti agli altri, siamo esposti, ci riveliamo per quello che siamo.

- Pubblicità -

Il modo in cui comunichiamo, d’altra parte, lascia perciò sempre un segno, non passa mai senza lasciare traccia nel terreno della vita degli altri. Il modo in cui attraversiamo quei campi dice anche il modo in cui abbiamo amato. Anche Dio, con la sua parola, lavora nel terreno della nostra vita, e non si rassegna fino a quando non avrà tirato fuori il frutto anche dalla terra più arida.

Un modo di amare

Questo modo di comunicare, che allo stesso tempo è immagine del modo di amare, riguarda sia l’azione di Dio che quella dell’uomo ed è evidentemente alla base dell’immagine del seminatore usata da Gesù. Dio attraversa il terreno della nostra esistenza e lo trova ovviamente in condizioni diverse, così come noi attraversiamo la vita degli altri in momenti diversi. Come un campo vive stagioni diverse, così la nostra vita è segnata ora dalla superficialità, ora dalle preoccupazioni e dalla sofferenza, ma talvolta è caratterizzata anche dalla disponibilità.

Questo seminatore strano, improbabile, originale, rappresenta allora non solo il modo in cui Dio getta la sua parola nelle nostre esistenze complicate, ma racconta anche il modo in cui Dio ama ogni terreno. Il seminatore del Vangelo non aspetta infatti che il campo sia pronto ad accogliere il seme, ma getta la sua parola in qualunque tipo di terreno. Il seminatore non fa calcoli, non getta il seme solo laddove prevede di trarre più frutto, ma rischia, investendo su qualunque tipo di terreno.

Davanti a questa parabola, potrebbe nascere in noi una domanda inquisitoria: “e io, che tipo di terreno sono?”. Ma questo interrogativo sarebbe inopportuno: la parabola non vuole condannare o premiare la situazione che sto vivendo, ma vuole farmi comprendere che in qualunque condizione io mi trovi, Dio continua a compromettersi con me. Dio getta la sua parola, si comunica, mi ama, qualunque sia la stagione che sto attraversando.

Sprecare

Il modo in cui il seminatore lavora, dice lo stile in cui Dio ama: chi ama veramente, spreca, non fa calcoli, non aspetta che l’altro sia perfetto per amarlo, non si compromette solo laddove sa di poterne trarre vantaggio o dove spera di averne un ritorno. Quello non è amare e soprattutto non è lo stile di Dio.

È vero che abbiamo spesso considerato la reciprocità come un valore fondamentale della nostra cultura: “mi impegno solo laddove ho la sicurezza che anche tu farai lo stesso con me”. Ma questo discorso può valere al più a livello politico, sociale, ma non funziona nelle relazioni. E certamente non è lo stile del Vangelo.

- Pubblicità -

Quando fondiamo le nostre relazioni sulla reciprocità, il nostro riferimento certamente non è Gesù, ma si tratta probabilmente di un retaggio della cultura dell’antica Grecia. Socrate, infatti, come leggiamo nei dialoghi di Platone, si sceglie il suo interlocutore, vuole cioè essere sicuro dell’esito della sua parola. L’amore platonico è esattamente questo: una relazione di totale reciprocità, che in realtà non solo è molto improbabile e ideale, ma soprattutto non è amore. Platone forse non sapeva che l’amore si sperimenta proprio quando non c’è la garanzia della risposta.

Per il Vangelo, infatti, amiamo veramente quando rischiamo, quando sprechiamo le nostre parole, quando non facciamo calcoli, quando siamo disposti anche a perdere. Altrimenti, saremo stati al più corretti, ma non avremo amato. Come dimostra la generosità quasi illogica del seminatore, le relazioni vere non possono mai essere vissute alla luce di una ricerca di equilibrio.

Proviamo dunque a prendere consapevolezza del nostro modo di comunicare e comprenderemo molte cose del nostro modo di amare.

Leggersi dentro

  • Qual è in genere il tuo modo di comunicare?
  • In che modo Dio sta gettando il seme della sua parola nella tua vita?

Per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I. – Fonte