Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Febbraio 2026

- Pubblicità -

Vangelo del giorno di Mc 6,53-56

Quanti lo toccavano venivano salvati.
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

- Pubblicità -

Parola del Signore.

Ci siamo persi una puntata degli eventi, sostituiti dalla domenica. Eravamo rimasti alla folla che aveva raggiunto Gesù, della compassione che provava verso di loro.

A quel punto i discepoli, quelli appena tornati entusiasti dalla missione, davanti alla folla affamata avevano proposto a Gesù una soluzione: cacciali. Gesù non lo aveva fatto, anzi, aveva moltiplicato il pane e i pesci.

Poi, prima di congedare la folla, aveva invitato con forza i suoi discepoli a imbarcarsi per andare dall’altra parte del lago. Li aveva letteralmente costretti. Riusciamo a leggere fra le righe l’irritazione del Maestro: ma come, avete appena fatto esperienza della tenerezza di Dio e non riuscite a mettervi in gioco davanti alla folla affamata?

Gesù si ritira in preghiera mentre la tempesta scuote la piccola barca. Prega e solo sul finire della notte li raggiunge sul lago e placa i flutti.

E qui riprendiamo la lettura del vangelo e, con sconcerto, vediamo che approdano… da dove sono partiti. No, i discepoli non sono ancora pronti a evangelizzare i pagani dall’altra parte del lago. No, non hanno ancora imparato la compassione e la misericordia. No, non hanno idea, sul serio, di cosa significhi parlare di Dio.

Pazienza, ci saranno tempi migliori, altre opportunità. Gesù si rende conto di quanta strada i suoi discepoli (noi suoi discepoli!) devono ancora fare. Un cammino lungo e tortuoso che li vedrà ribaltati a causa dello scandalo della croce.

La folla lo cerca, spera di toccare almeno il lembo del suo mantello. Anche noi lo cerchiamo, giorno dopo giorno, e cerchiamo di sfiorare il lembo del suo mantello per guarire, per essere salvati.

- Pubblicità -

Se vuoi essere suo discepolo, fratello che leggi, sorella che preghi, sappi che dobbiamo attraversare tempeste, e imparare lezioni, e purificare il nostro cuore, fino a diventare, come lui, capaci di amare senza condizioni. Allora, oggi, chiediamo al Signore di sfiorare almeno il lembo del suo mantello, nascosto nelle pieghe degli eventi.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO

Ascolta anche su Spotify

Altri Articoli
Related

p. Roberto Pasolini, OFM Cap. – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesù che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesù che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesù che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 12 aprile 2026

Se non mostriamo le ferite dell'amore non crederanno al...