fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 2 Gennaio 2026

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La domanda: “Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?” ci fa riflettere su qualcosa di molto attuale.

In fondo, anche a noi il mondo chiede: “Chi sei tu per parlare di Dio? Chi sei tu per fare del bene, se non sei un santo, un prete o una persona perfetta?”
Giovanni Battista risponde con semplicità:
“Io battezzo con acqua; ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.”

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Non cerca di essere qualcun altro, non pretende di avere tutte le risposte. Fa solo ciò che Dio gli ha chiesto: preparare la strada al Signore.
E questa è la sua grandezza.

Lo stesso accadde con San Francesco d’Assisi. Non era un teologo, non aveva potere, ma con la sua vita semplice e vera ha mostrato a tutti che il Vangelo è possibile.

Anche lui, come Giovanni, ha preparato la strada a Gesù con la luce della sua umiltà.
Ecco allora l’invito per noi: non aspettare di essere un teologo per cominciare a fare del bene.
Dio non ci chiede di essere grandi, ma veri.

Quando metti amore in quello che fai, quando semini pace e bontà, anche tu, come Giovanni e Francesco, stai preparando la strada al Signore. Però devi credere nel potere della tua testimonianza, perché quel potere viene da Dio e non da te. E poi se tu non credi nel potere della tua testimonianza, come puoi pretendere che ci credano gli altri? Dunque, tu per primo, comincia a credere che Dio può agire anche attraverso di te.

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