p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di sabato 22 novembre 2025

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IL DIO DEI VIVI

La storiella paradossale
di una donna, sette volte
veยญdova e mai madre, รจ adoperata dai sadducei come caricatura della fede nella risurrezione dei morti: di quale dei sette fratelli che l’hanno sposata sarร  moglie quella donna nella vita eterna?

Per loro la sola eternitร  possibile sta nella generazione di figli, nella discendenยญza. Gesรน,
come รจ solito fare quando lo si vuole imprigioยญnare in questioni di corto respiro, rompe l’accerchiaยญmento, dilata l’orizzonte e
 ยซrivela che non una modesta eternitร  biologica รจ inscritta nell’uomo ma l’eternitร  stesยญsa di Dioยป (M. Marcolini).

Quelli che risorgono non prendono moglie nรฉ marito.

Facยญciamo attenzione: Gesรน non dichiara la fine degli affetยญti.

Quelli che risorgono non si sposano, ma danno e riยญcevono amore ancora, finalmente capaci di amare bene, per sempre.

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Perchรฉ amare รจ la pienezza dell’uomo e di Dio.

Perchรฉ ciรฒ che nel mondo รจ valore non sarร  mai
diยญstrutto.

Ogni amore vero si aggiungerร  agli altri nostri aยญmori, senza gelosie e senza esclusioni, portando non liยญmiti o rimpianti, ma una impensata capacitร  di intensitร  e di profonditร .

Saranno come angeli.
Gesรน adopera l’immagine degli anยญgeli per indicare l’accesso ad una realtร  di faccia a faccia con Dio,
non per asserire che gli uomini diventeranno anยญgeli, creature incorporee e asessuate.

No, perchรฉ la riยญsurrezione della carne rimane un tema cruciale della noยญstra fede, il Risorto dirร : non sono uno spirito, un fantaยญsma non ha carne e ossa come vedete che io ho (Lc 24,36).

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La risurrezione non cancella il corpo, non cancella l’uยญmanitร , non cancella gli affetti.

Dio non fa morire nulla dell’uomo. Lo trasforma.

L’eternitร  non รจ durata, ma inยญtensitร ; non รจ pallida ripetizione infinita, ma scoperta ยซdi ciรฒ che occhio non vide mai, nรฉ orecchio udรฌ mai, nรฉ mai era entrato in cuore d’uomo…ยป (1Cor 2,9).

Il Signore รจ Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Dio non รจ Dio di morti, ma di vivi.
In questo ยซdiยป ripetuto 5 volte รจ racchiuso il motivo ultimo della risurrezione,
il segreยญto dell’eternitร .

Una sillaba breve come un respiro, ma che contiene la forza di un legame, indissolubile e reciยญproco, e che significa: Dio appartiene a loro,
loro apparยญtengono di Dio
.

Cosรฌ totale รจ il legame, che il Signore fa sรฌ che il nome di quanti ama diventi parte del suo stesso nome.

Il Dio piรน forte della morte รจ cosรฌ umile da ritenere i suoi amici parยญte integrante di sรฉ.

Legando la sua eternitร  alla nostra, moยญstra che ciรฒ che vince la morte non รจ la vita, ma l’amore. Il Dio di Isacco, di Abramo, di Giacobbe, il Dio che รจ mio e tuo, vive solo se Isacco e Abramo sono vivi, solo se tu e io vivremo.

La nostra risurrezione soltanto farร  di Dio il Padre per sempre.

Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.

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