Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 21 novembre 2025

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Pianto e fuoco di Dio

Gesรน ha raggiunto la meta del suo viaggio. Sappiamo che il viaggio รจ un tempo di cammino esterno ma anche interno a noi stessi

In effetti, Gesรน ha approfondito la comprensione del desiderio di Dio per il suo popolo e noi tutti, cosรฌ come la modalitร  con la quale questo desiderio doveva compiersi. Aveva detto ai discepoli (cf. Lc 18,31โ€ฆ): โ€œEcco noi saliamo a Gerusalemme, e si compirร  tutto ciรฒ che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dellโ€™uomoโ€. Camminando Gesรน ha maturato la sua vocazione speciale di โ€œmessiaโ€, e di messia speciale e lโ€™ha spiegato tante volte ai dodici.

 Arrivando a Gerusalemme i discepoli si confrontano con un messia che sente tutto lโ€™amore di Dio per il suo popolo e che piange alla vista della cittร . รˆ il pianto espresso altrove in Luca con i โ€œguai a voiโ€ (Lc 6,24-26). Un pianto di lutto e di sofferenza nel vedere che Gerusalemme sta mancando il bersaglio. I suoi abitanti aspettano un messia illusorio, a immagine del loro modo di essere religiosi, e non stanno accogliendo fino in fondo โ€œColui che viene nel nome del Signoreโ€.

Gesรน entra nel cuore di Gerusalemme, il tempio. Subito egli compie un atto violento: scaccia dei mercanti che compivano un lavoro necessario per lโ€™organizzazione dei sacrifici compiuti nel tempio. Questa violenza ci puรฒ interrogare. La nostra mente assume piรน facilmente un Gesรน โ€œmite e umile di cuoreโ€ dimenticando che in Lui brucia un fuoco, quello dellโ€™amore di Dioโ€. In precedenza Gesรน aveva dichiarato: โ€œSono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse giร  acceso! Ho un battesimo nel quale sarรฒ battezzato, e come sono angosciato finchรฉ non sia compiuto.โ€ (Lc 12,49-50).

Dopo il pianto, tocchiamo adesso lโ€™altra faccia di questo stesso dolore: la forza, il fuoco, la volontร , il senso e lโ€™energia violenta che lo sorreggono. Pianto e fuoco di Dio sono una medesima cosa e hanno animato tutta la sua salita verso Gerusalemme. Pianto e fuoco di Dio hanno scavato il cuore di questโ€™uomo. รˆ diventato lungo il cammino della vita mite e umile di cuore, pronto ad avere la violenta energia amorosa (Fuoco) con la potente emozione profetica del pianto, per accettare liberamente e con profonda convinzione di testimoniare al prezzo della propria vita ancora giovane, lโ€™amore di Dio. Un amore malgrado noi. โ€œDio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori Cristo รจ morto per noi.โ€ (Rm5,8).

Le parole della Scrittura hanno scolpito le loro lettere di fuoco in lui, e il suo gesto in mezzo al tempio non vuol essere altro che il segno per tutti dellโ€™obbedienza necessaria alle Scritture. Egli non parla quasi mai a nome suo ma cita i profeti.

La Parola di Dio si dimostra essere una spada a doppio taglio (cf. Eb 4,12) nel cuore dei capi del tempio. Si sentono colpiti e messi a nudo dal segno dato loro da Gesรน (la cacciata dei mercanti) e dal suo insegnamento quotidiano che mette in questione lโ€™economia del tempio e dei sacrifici degli animali. 

La chiesa primitiva, come scrive Giovanni (1,14) ha capito che la ยซParola facendosi carne ha posto la sua Dimora fra noiโ€. Il corpo di Gesรน รจ diventato lui stesso il tempio, dimora e presenza di Dio. Quanto ai credenti, noi, secondo la teologia di Paolo, siamo chiamati a diventare corpo di Cristo dunque tempio di Dio: โ€œSiete tempio di Dio โ€ฆ santo รจ il tempio di Dio che siete voiโ€ (1Cor 3,16-17).

sorella Sylvie

Per gentile concessione del Monastero di Bose.

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