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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 21 novembre 2025

Il brano del Vangelo di oggi ci presenta un’immagine di un Gesù adirato, che si contrappone a quella dell’emozione della lettura di ieri. Il Figlio di Dio è un uomo e come tale vive tutti i sentimenti degli uomini.

Richiamando il Profeta Isaia, “Il mio tempio si chiamerà casa di preghiera” (Is 56, 7), vuole riaffermare la dignità del Tempio. Nel cacciare dal tempio i mercanti, che lì avevano stabilito le loro attività destinate a servire per le offerte sacrificali, Gesù intende annunciare il cambiamento che Lui veniva a istituire: non era più il tempo dei sacrifici di animali per Dio!

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Lui viene a sgombrare il campo da ciò che è superfluo, per fare spazio alla Parola, per un cambiamento dei riti. E il nuovo rito è proprio la Parola di Gesù, che prevede la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio, al cui centro si pone la persona viva e risorta di Gesù, con la sua carne consegnata e il suo sangue versato sulla croce, offerti nella Celebrazione Eucaristica.

In questo Nuovo Testamento che Gesù annuncia non sono più necessari sacrifici, ma l’ascolto dell’Agnello che si è immolato offrendosi a sacrificio una volta per tutte unendo la nostra vita con la sua: “egli non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso” (Eb 7, 27).

Per Riflettere

Noi stessi siamo il Tempio di Dio in cui con il Battesimo abbiamo ricevuto lo Spirito Santo. Ma spesso la nostra mente e il nostro cuore sono affollati e oppressi da troppi “mercanti” che ci offuscano i pensieri e non ci consentono di ascoltare la Parola. Come posso liberarmi di questi falsi venditori?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi