Vangelo del giorno di Lc 14,15-24
Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».
Parola del Signore.
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Il fariseo che coraggiosamente ha invitato Gesù a cena si è probabilmente rammaricato di averlo invitato, visto che il Signore gli ha suggerito, la prossima volta, di invitare poveri e mendicanti, non certo i suoi amici.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Novembre 2025” su Spreaker.Dev’essere sceso il gelo fra i commensali, allora un altro fariseo pensa di uscire dall’impasse proclamando beato chi parteciperà al Regno dei cieli. Pessima mossa.
Perché Gesù, mangiasse e basta!, ne approfitta per allargare la riflessione: Dio invita tutti, sempre, non solo i bravi ragazzi, come un po’ si sentivano i farisei, ma proprio tutti. Solo che pochi hanno il coraggio di accettare.
Alla fine, afferma il Maestro, possiamo anche ricevere l’invito e accampare mille scuse. D’altronde, con tutte le cose importanti e urgenti che abbiamo da fare! Quante scuse accampiamo per non essere felici!
Quante cose pensiamo siano molto più importanti del dedicare tempo alle cose che restano alla nostra anima, a Dio! Quanto siamo sciocchi e incapaci nel lasciarci travolgere dalle situazioni che ci assorbono completamente senza avere la possibilità di partecipare al banchetto di Dio!
Eppure il Vangelo è chiaro, è evidente: Dio desidera banchettare con noi, ci invita continuamente alla sua mensa perché sperimentiamo la gioia piena, la felicità che perdura.
Ma, si sa, la libertà è un peso difficile da sopportare e preferiamo volare bassi, restare terra terra, lasciare che siano gli impegni a guidare la nostra agenda e non le nostre priorità.
Ma la buona notizia della parabola di oggi è che, nonostante i nostri rifiuti, Dio continua ad invitarci, non demorde, ha a cuore la nostra felicità, più di noi.
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E c’è posto per tutti, anche per coloro che credono di non essere all’altezza, che pensano di non essere capaci. Anche per coloro che, troppo spesso, giudichiamo come inadatti a partecipare alla vita ecclesiale.
Ma Dio non la pensa così! Smettiamola di guardare ai nostri piccoli problemi ed entriamo nella grande gioia della compagnia di Dio!
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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