don Vincenzo Leonardo Manuli – Commento al Vangelo del 2 Novembre 2025

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COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI โ€“ Gv 6,37-40

Ci sono luoghi carichi di mistero, uno di questi, il camposanto o cimitero, un luogo che in questi ultimi tempi purtroppo e divenuto una piazza, si parla urlando, cellulari che squillano. Da ragazzo quando entravo per pregare i defunti sembrava un โ€œmondo altroโ€. Ieri abbiamo contemplato la Chiesa trionfante, โ€œla nuvola di testimoniโ€, oggi, contempliamo la Chiesa purgante, insieme alla Chiesa pellegrinante. Siamo immersi in unโ€™unica comunione, tutti noi viviamo insieme, anche con coloro che non ci sono piรน. Questi nostri fratelli e sorelle defunti, vivono una situazione di attesa, e la preghiera del credente e di chi visita il cimitero, รจ spontaneo alzare gli occhi verso quel cielo che ci sembra cosรฌ distante, โ€œquel cielo che sembra aver ingoiato i nostri cari, coloro che abbiamo amato e che continuiamo ostinatamente, atrocemente ad amareโ€ (LV).

Lโ€™enigma della morte

Scriveva la filosofa ebrea Hannah Arendt, โ€œsiamo fatti per nascere e non per morireโ€, ma la morte rimane un mistero, da abbracciare come โ€œsorellaโ€ (San Francesco di Assisi). Si diceva allโ€™inizio che รจ venuto meno il rispetto quando si entra al cimitero, anche nei confronti della morte, basta pensare alla sceneggiata di Halloween alla vigilia di tutti i santi. Oggi ci poniamo con rispetto di fronte al mistero della morte, un giorno che ci obbliga a riflettere ma che sempre piรน si vede insidiato dalla strisciante logica dellโ€™oblio, del โ€œmeglio non pensarciโ€, โ€œla morte non รจ solo assenza: รจ silenzio che domanda, รจ strappo che continua a bruciare. E vuoto che ci costringe a guardare piรน a fondo, piรน giรน in noi stessi, piรน in alto verso loroโ€ (LV).

Nulla andrร  perso

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Quando siamo sul nostro pc, abbiamo aperto un file, stiamo scrivendo su word, per non perdere quello che รจ stato fatto, โ€œsalviamoโ€. Nella vita vorremmo salvare le persone a noi care. Cosa vuol dire salvezza se pensiamo solo alla sanitร  del corpo? Come si puรฒ concepire di perdere ciรฒ che si ama a cui ci si tiene? โ€œOggi Gesรน ci dice che nulla e nessuno andrร  perso, che nel suo sguardo innamorato ogni cosa viene salvata, sarร  cioรจ scampata alla morteโ€ (LV). Pensiamo a chi ha perso un genitore, a chi ha perso un figlio giovane, oppure a morti tragiche per incidenti o malattie. Oggi, la nostra preghiera si fa ancora piรน preziosa. Le persone che non ci sono piรน continuano a vivere nei nostri ricordi e nei nostri cuori: โ€œora vediamo come in uno specchio confusa, afferma San Paolo, ma un giorno vedremo faccia a facciaโ€Gesรน, vero uomo e vero Dio, รจ venuto a insegnarci a vivere e a morire. โ€œLui รจ disceso dal cielo per avvicinarcelo, per rendercelo accessibile, perchรฉ non esistano piรน separazioni: un risuonare incessante di echi, un rimbalzare continuo di riflessi. Tra terra e cielo, tra cielo e terraโ€ (LV).

Il non ancora

Cuore dellโ€™annuncio cristiano รจ il mistero pasqualepassione, morte risurrezione del Signore, che si attualizza nei sacramenti. Ripetiamo con San Paolo, โ€œla speranza non deludeโ€, quella โ€œsperanza bambinaโ€ di cui parlava il poeta francese Charles Pegรนy, โ€œche prende per mano la fede e la caritร โ€. Scriveva Benedetto XVI nellโ€™enciclica Spe Salviยซla fede non รจ soltanto un personale protendersi verso le cose che devono venire ma sono ancora totalmente assenti; essa ci dร  qualcosa. Ci dร  giร  ora qualcosa della realtร  attesa, e questa realtร  presente costituisce per noi una ยซ prova ยป delle cose che ancora non si vedono. Essa attira dentro il presente il futuro, cosรฌ che questโ€™ultimo non รจ piรน il puro ยซ non-ancoraยป. Il fatto che questo futuro esista, cambia il presente; il presente viene toccato dalla realtร  futura, e cosรฌ le cose future si riversano in quelle presenti e le presenti in quelle future. Questo punto dโ€™incontro รจ nellโ€™Eucaristia, un appuntamento importante, dove la triplice realtร  della Chiesa, trionfante, purgante e pellegrinante in terra, si ritrova nel memoriale della passione, morte e risurrezione del Signore. Ogni giorno, preghiamo e intercediamo per i vivi e i defunti, sorretti dalla comunione dei santi, invocando il tre volte Santo. Qui รจ la vita eterna, il perdono dei nostri peccati, la nostra salvezza.

Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog

Don Vincenzo รจ nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nellโ€™Universitร  Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Universitร  Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesรน. []

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