Una scena che ci interroga
ร una scena a cui assistiamo ogni giorno e di cui siamo attori. Il titolo potrebbe essere โIndifferenzaโ: un banchetto solenne, ricco di vivande e di persone importanti e un povero che chiede lโelemosina alle porte del palazzo. Tra i due momenti regna un clima preciso: lโindifferenza. Niente di peggio e di piรน scandaloso: lโimmagine di una umanitร profondamente divisa dalla fame e che si ignora, non si conosce, non si percepisce perchรฉ ha perso la sensibilitร .
ร quello che avviene ogni sera davanti alle notizie del telegiornale: scene di povertร estrema dovute alla violenza e alla cattiveria degli uomini, bambini e adulti che muoiono di fame, ospedali bombardati, seguiti da scene luccicanti delle premiazioni di film, di gare sportive, di successi letterari. Si passa da una scena allโaltra con una velocitร che non lascia il tempo di riflettere. Questa รจ lโeducazione che la nostra societร ci offre per sensibilizzare e creare comunione. Che mondo! Lโindifferenza dinanzi a tutto รจ uno dei mali peggiori dellโuomo che รจ chiamato a vivere in comunione. Il Papa non fa mai mancare nei suoi discorsi il ricordo per chi soffre, ma anche quello รจ sopraffatto dallโinteresse per la riuscita della celebrazione e del raduno.
Gesรน oggi ci mette dinanzi la rivoltante giustapposizione dei due mondi quello dellโopulenza e quello dellโestrema povertร . Una sola cosa unisce questi due uomini: la loro condizione mortale. Lungi dallโavvicinarli. La morte sceglie il loro non incontro.
Lโinvito pressante di Gesรน non รจ stato ascoltato, non ha risvegliato nella memoria il codice dellโAlleanza: โSe in mezzo a te ci sarร un fratello bisognoso non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti a luiโ (Dt 15,7-11). Niente potrร colmare lโabisso creato dalla ricchezza egoistica e la povertร , neppure appellandosi al Padre Abramo. Davanti a questa risposta il ricco tenta una preghiera per i suoi fratelli, rivendica un segno per convertirli. Non รจ lโeccezionale che conviene invocare. La risposta รจ chiara: โChe ascoltino Mosรจ e i profeti e che mettano in pratica la Parola di Dioโ.
Oggi questa Parola risuona alle porte del nostro cuore. Non saremo salvati dalle apparizioni, dai miracoli spettacolari, ma dalla messa in pratica della Parola di Dio nel contesto della nostra vita familiare, personale, professionale. Ascoltare gli appelli alla condivisione, allโimpegno, ai servizi caritativi, tutto ciรฒ che ci propongono le nostre parrocchie.
Lโinvito solenne a Timoteo ci riguarda tutti. Ci invita alle nostre relazioni con gli altri e con Dio. โCerca di essere giusto, religioso, vivi nella fede e nellโamoreโ. Il nostro riferimento al Battesimo e alle esperienze religiose non basta. Paolo continua a dire a Timoteo: โContinuiamo a combattere per la fede? Purtroppo, siamo tentati dalla fatica di lasciar andare tutto, di accomodare la nostra fede al gusto del tempo e di lasciarci prendere dal conformismo e dal modo di pensare che vanifica il nostro tempoโ.
โMantenere il comandamento del Signore rimanendo irreprensibili e rettiโ: non sarร mai proteggerci dalla paura di fallire; non potrร mai essere un guardare indietro, ma essere rivolti dinamicamente verso Cristo, con lโimpegno costante di portare con i credenti la testimonianza della fede, con gli occhi e il cuore rivolti verso Colui che Viene.
