Usare la furbizia per il Paradiso!
Il Vangelo di oggi ci lascia un poโ spiazzati. Un amministratore disonesto, che ha sprecato i beni del suo padrone, viene lodato. Ma come? Gesรน ci propone come modello un imbroglione? Sembra una contraddizione, una di quelle pagine del Vangelo che ci mettono in crisi. Eppure, proprio lรฌ si nasconde una perla preziosa, una lezione vitale per la nostra fede.
Immaginiamo la scena. Un ricco proprietario scopre che il suo amministratore sperpera i suoi beni. Oggi diremmo che ha trovato irregolaritร nei conti, come quando in famiglia ci accorgiamo che qualcuno usa il bancomat senza dire nulla, facendo sparire i risparmi poco alla volta. Il padrone decide di licenziarlo, ma gli lascia ancora qualche giorno per sistemare i conti. E lรฌ lโamministratore tira fuori tutta la sua astuzia: chiama i debitori del padrone e riduce drasticamente i loro debiti. A chi doveva ยซcento barili dโolioยป dice: ยซprendi la tua ricevuta, e scrivi cinquantaยป; a chi doveva ยซcento misure di granoยป, dice: ยซprendi la tua ricevuta e scrivi ottantaยป.
Perchรฉ fa questo? Non per generositร ! Sa bene che quando sarร licenziato questi debitori gli saranno riconoscenti e lo aiuteranno. ร come il negoziante sotto casa che, sapendo di dover chiudere per la concorrenza del grande centro commerciale, decide negli ultimi giorni di fare sconti eccezionali ai clienti, sperando che poi si ricordino di lui. Lโamministratore, dunque, investe le ultime risorse per costruirsi un futuro.
Ora, attenzione: Gesรน non loda la disonestร ! Come ricorda san Giovanni Crisostomo: ยซCristo non approva il furto, ma ammira lโintelligenza e la lungimiranzaยป. ร come quando diciamo di un ladro che ha architettato un piano ingegnoso: possiamo riconoscere lโabilitร senza approvare il crimine. Gesรน, annota lโevangelista Luca, dice: ยซi figli di questo mondo, verso i loro pari sono piรน scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterneยป. In poche parole Gesรน ci dice: guardate come questโuomo, pur essendo disonesto, sa pensare al futuro e agire con decisione. Voi che siete onesti, perchรฉ non mostrate la stessa determinazione nelle cose che riguardano lโeternitร ?
Pensiamo alla nostra vita quotidiana. Siamo previdenti e scaltri per tutto ciรฒ che finisce: pianifichiamo vacanze, confrontiamo offerte per unโauto o un telefono, organizziamo ogni dettaglio per assicurarci che tutto vada bene. E per il Regno dei Cieli? Usiamo la stessa scaltrezza? La stessa passione? Spesso, purtroppo, no! Per lo spirito siamo pigri, rimandiamo la preghiera a โquando avrรฒ tempoโ, ci accontentiamo della Messa domenicale e viviamo il resto della settimana come se Dio non ci fosse. SantโAgostino, nelle Confessioni, racconta di come fosse colpito dalla determinazione dei peccatori nel perseguire i loro obiettivi terreni, mentre lui era titubante e pigro nella conversione. Anche noi spesso siamo piรน energici nelle questioni materiali che in quelle dellโanima.
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Ma cosa significa concretamente essere โfurbiโ nelle cose di Dio? Significa, ad esempio, saper approfittare dei momenti di grazia che il Signore ci offre. Quando sentiamo il richiamo alla preghiera, non rimandiamo dicendo โdomaniโ; quando abbiamo lโoccasione di fare del bene, non cerchiamo scuse. ร come le donne, che approfittano dei giorni di sole per stendere i panni: le donne sanno bene che il bel tempo non dura per sempre. Anche noi dobbiamo cogliere i โgiorni di soleโ spirituali.
Cogliere i giorni di sole significa usare le nostre risorse โ tempo, talenti, denaro โ per farci โamiciโ in Cielo. La โricchezza disonestaโ di cui parla Gesรน รจ tutto ciรฒ che possediamo su questa terra. ร โdisonestaโ non perchรฉ rubata, ma perchรฉ non รจ davvero nostra: tutto รจ dono di Dio, e noi ne siamo solo amministratori. Allora, usiamola con scaltrezza evangelica. Invece di dedicare tutto il nostro tempo libero alla televisione o ai social, usiamone una parte per telefonare a una persona sola. Invece di spendere i nostri soldi solo per lโultimo capriccio, usiamone una parte per sostenere unโopera missionaria o fare una spesa per una famiglia in difficoltร . Se siamo bravi a cucinare o a fare piccoli lavori, offriamo il nostro talento a un vicino anziano che ha bisogno. Questi sono i โcontiโ che dobbiamo โscontareโ: gesti dโamore che ci apriranno le porte delle โdimore eterneโ.
Il Vangelo continua con una veritร fondamentale: ยซChi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importantiยป. Lo vediamo ogni giorno. Il bambino che impara a dire sempre la veritร nelle piccole cose crescerร onesto. Il commerciante che non bara sui pesi, anche quando nessuno lo vede, costruisce una reputazione che gli porterร clienti fedeli. Chi recita ogni giorno recita il rosario, anche se stanchi, costruisce una relazione solida con il Signore che li sosterrร nei momenti difficili.
E poi Gesรน รจ chiaro: ยซNon potete servire Dio e la ricchezzaยป. Non dice che la ricchezza รจ malvagia, ma che non possiamo farne il nostro padrone. La ricchezza รจ un buon servo ma un pessimo padrone. Quando diventa il nostro scopo principale, ci rende schiavi: schiavi dellโansia di guadagnare sempre di piรน, della paura di perdere ciรฒ che abbiamo, dellโinvidia verso chi ha piรน di noi.
Pensiamo a quante famiglie si sono rovinate per lโaviditร , a quanti genitori vivono nellโangoscia per il futuro dei loro figli, a quanti anziani vivono nella preoccupazione di non avere abbastanza soldi per curarsi o per farsi assistere. Il denaro, che dovrebbe essere uno strumento per vivere dignitosamente e aiutare il prossimo, diventa spesso una catena che ci impedisce di essere liberi.
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Come fare del denaro un alleato anzichรฉ un padrone? Condividendo. Quando aiutiamo una famiglia in difficoltร , contribuiamo alle opere della parrocchia, mettiamo qualche moneta nella mano del povero, stiamo facendo quello che ha fatto lโamministratore astuto: investiamo per il futuro eterno. Trasformiamo i beni materiali in tesori spirituali. E viviamo con sobrietร , senza sprechi ma anche senza tirchieria, come fanno le persone anziane che sanno far durare la pensione tutto il mese o le famiglie che con uno stipendio riescono non solo ad arrivare a fine mese, ma riescono a non privare del necessario i loro figli.
San Francesco dโAssisi, da giovane ricco divenne il poverello di Dio, aveva capito questo segreto: aveva fatto della povertร la sua ricchezza, del servire il suo regnare, del donare il suo possedere tutto. Non tutti siamo chiamati a scelte cosรฌ radicali, ma tutti possiamo imparare da lui che la vera ricchezza sta nellโamare e nel fidarsi della Provvidenza.
Ebbene, il Vangelo di oggi ci invita a un esame di coscienza: come amministriamo i doni che Dio ci ha affidato? Lโamministratore disonesto, pur nella sua malizia, aveva capito una cosa: bisogna prepararsi per il futuro quando si รจ ancora in tempo. Non aspettiamo di essere sul letto di morte per pensare allโeternitร . Non aspettiamo di perdere la salute per apprezzarla o che sia troppo tardi per perdonare.
Ogni giorno che viviamo รจ unโoccasione per investire nellโeternitร . Ogni gesto di bontร , ogni preghiera sincera, ogni rinuncia offerta per amore, ogni perdono concesso, ogni lacrima asciugata รจ come un deposito in quella banca celeste che non fallirร mai e che ci darร interessi per lโeternitร .
Affidiamo queste riflessioni a Maria, Vergine prudentissima, che seppe amministrare con perfetta fedeltร i doni di Dio. Lei ci insegni lโarte di essere saggi amministratori dei beni terreni in vista di quelli eterni e ci aiuti a trasformare la nostra vita in una preparazione gioiosa allโincontro con il Padre. Amen!
Per gentile concessione di don Lucio, dal suo blog.
Chi รจ Don Lucio D’Abbraccio?
Don Lucio D’Abbraccio
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