Paolo Curtaz – Speriamo bene…. Pellegrini di speranza in un mondo rassegnato

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In questo anno che stiamo vivendo, Papa Francesco ha ritenuto importante invitare tutti noi a riflettere sulla speranza.
Per diventare 𝗽𝗲𝗹𝗹𝗲𝗴𝗿𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮.

Copertina libro Paolo Curtaz - Speriamo bene

Pellegrini, cioè in viaggio, non sedentari, non arrivati, mai sazi.
La fede non è un blocco di granito, non una cassaforte blindata inamovibile, non un museo da custodire, ma un giardino da coltivare.
Di speranza, dando ragione del fatto che guardiamo al mondo e al futuro con lo sguardo di Dio.
E di quanta speranza abbiamo bisogno, di una potente chiave di lettura della realtà che ci permetta di non spegnerci, di non cadere nel baratro del cinismo e della disperazione.
Noi discepoli, anzitutto, chiamati ad essere (fragili) testimoni della misericordia e del vero volto di Dio.
Ma anche i tanti che incontriamo ogni giorno, anche oggi, e che dietro l’apparenza di una vita normale, nutrono sentimenti di distruzione e di sconfitta, di fallimento e di vittimismo.
Senza un orizzonte che colmi il cuore.
𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑙𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑙𝑢𝑑𝑒 (𝑅𝑚 5,5).

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Chiedono: “Il titolo è così bello, ma perché in copertina un simbolo della superstizione? Qual è il senso?”

La risposta è semplice: si tratta di una provocazione.
Spesso diciamo “speriamo bene” con leggerezza, come un augurio superstizioso, affidato al caso o all’ottimismo. Da qui anche l’immagine del cornetto, che diventa ironico e simbolico.
Il libro invece invita a riscoprire un altro significato di quel “speriamo bene”: non come fatalismo o fortuna, ma come scelta consapevole e radicata nella nostra fede, nella Rivelazione, in quella “speranza che non delude” a cui ci richiama anche il Giubileo.
È proprio di questo che parla il libro: della speranza vera, fondata sull’esperienza di fede, che non lascia confusi né delusi.

https://youtu.be/7IOoMMEOlCE