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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 6 Settembre 2025

Commento al brano del Vangelo di: Lc 6,1-5

Data:

Vangelo del giorno di Lc 6,1-5

Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

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Parola del Signore.

I criticoni ci sono sempre, in ogni contesto. Ma sembrano fiorire rigogliosamente in alcuni ambienti, fra cui quello cattolico.

Nelle parrocchie, nei movimenti, nei gruppi… ci sono sempre persone che si arrogano il diritto di criticare, di giudicare, di condannare. Sempre con estrema umiltà e cristiana rassegnazione, ovvio!

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Si sentono investiti da una missione divina che li spinge a difendere Dio ad ogni costo, si autoproclamano avvocati difensori dell’Altissimo, suoi delegati, funzionari del sacro. Segretamente convinti del fatto che Dio li ammiri per tanta fatica.

Così i criticoni di Gesù si appellano alla sua presunta anarchia, al fatto che egli ignori le tante prescrizioni (di tradizione umana ma attribuite a Mosè!) che, secondo loro, ogni devoto avrebbe dovuto rigorosamente rispettare.

E Gesù li coglie in fallo: citando un episodio narrato dalla Scrittura cui loro si appellano per giustificare la propria rigidità normativa, racconta di quando Davide, in fuga da Saul, si nutrì, lui e i compagni, dei pani consacrati in un santuario.

Insomma: anche la regola più stretta ha le sue eccezioni e Gesù restituisce loro pan per focaccia.

Sentenzia, il Signore: Il Figlio dell’uomo è signore del sabato. E della Scrittura, che conosce attentamente, anche nelle sottigliezze e sfumature che sa interpretare.

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E della storia di Israele, traendo dal passato un utile insegnamento per il presente. E del buon senso di chi, rispettando la Legge nella sua essenza, non si lascia travolgere dal legalismo.

Sì, Gesù è Signore del sabato e molto di più. E non confonde le grandi intuizioni della Parola di Dio con le beghe insignificanti in cui continuamente si infilano i farisei di ieri e di oggi.

Il sabato è un dono prezioso, certo, ricorda a Israele di essere un popolo di liberi, non di schiavi.

Perciò il sabato va rispettato, per fare memoria della propria dignità, del proprio destino, della propria intima chiamata. Come ancora fanno i giudei praticanti e come siamo chiamati a fare anche noi con la domenica.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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