Ad una lettura superficiale, il Vangelo di questa domenica potrebbe dare adito a qualche equivoco. Al contrario, traccia la segnaletica per seguire il Maestro sulla via del discepolato.
L’incipit del brano registra che «una folla numerosa andava con Gesù». Di fronte a questo dato quantitativo – che, a dir la verità, lusinga un po’ tutti! –, Gesù non edulcora il Vangelo, né escogita una tecnica di manipolazione per legare a sé le persone – sarebbe stato un “abuso spirituale”! –, ma svela le condizioni per stare con Lui.
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Possiamo contemplare lo stile della pedagogia di Gesù: la sua, più che un’imposizione calata dall’alto, è una proposta di vita! E noi, invocando il dono della sapienza, possiamo aderirvi con libertà di coscienza e responsabilità, così come emerge dall’insegnamento delle due parabole, quella del costruttore e quella del re in guerra.
Essere discepolo del Signore vuol dire impegnarsi nella fedeltà, ovvero “non anteporre nulla all’amore di Cristo” – come è espresso nella Regola di San Benedetto (RB 4,21) -, perché l’amore a Lui abbia il primato su tutto.
Il discepolo poi è chiamato ad impegnarsi nella perseveranza, perché la relazione con Lui non sia ad intermittenza ma costante anche nelle situazioni di criticità e sofferenza.
Infine, la cartina di tornasole del discepolo consiste nell’impegnarsi nella libertà del cuore: non avere paura di fare tagli al “nostro tutto”, che spesso affanna e schiavizza, per acquisire il “Tutto”, foriero di pace interiore.
Preghiera…
Ti chiedo, Signore, il dono della sapienza per camminare nell’amore.
Domande per noi…
- Quali sono i criteri che muovono le tue scelte?
- Che posto occupa Gesù nella tua vita?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
