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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 6 Agosto 2025

Nel Vangelo della Trasfigurazione, Gesù sale sul monte con Pietro, Giovanni e Giacomo. Mentre prega, il suo volto cambia d’aspetto e le sue vesti diventano splendenti. È un momento di luce che rompe la quotidianità, una rivelazione del mistero nascosto nella sua umanità. Ma dovremmo capire che questa non è una esperienza che resta chiusa nel passato.

Anche nella vita dei santi troviamo esperienze simili. San Francesco d’Assisi, salito sulla Verna per pregare, ricevette le stimmate. Ma più ancora delle ferite visibili, fu il suo cuore a trasformarsi. Tornò da quel monte profondamente cambiato, più simile a Cristo. La preghiera aveva trasfigurato anche lui.

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Non serve aspettare grandi eventi per vivere qualcosa di simile. Ogni volta che saliamo sul nostro piccolo monte interiore – un momento di silenzio, un gesto di amore sincero, una preghiera fatta con il cuore – possiamo lasciarci toccare da Dio e ritrovare luce. Non è necessario vedere nulla di straordinario. Basta accorgerci che, attraverso quel momento di intimità con il Signore, siamo un po’ più in pace, un po’ più forti, un po’ più luminosi e simili a Lui.

Alla fine, quando tutto si fa silenzio, resta solo Gesù. Ed è proprio allora che capiamo che Gesù è la nostra luce.