p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di martedì 5 Agosto 2025

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MANO FORTE CHE TI AFFERRA

Gesù dapprima assente, poi come un fantasma nella notte,
poi voce sul vento e infine
mano forte che ti afferra.

Un crescendo, dentro
una liturgia di onde,
di tempesta, di buio.

È commovente
questo Gesù che passa
di incontro in incontro:
saluta i cinquemila
appena sfamati, uno a uno,
con le donne e i bambini;
profumato di abbracci
e di gioia, ora desidera
l’abbraccio del Padre e
sale sul monte a pregare.

Poi, verso l’alba,
sente il desiderio
di tornare dai suoi.
Di abbraccio in abbraccio:
così si muoveva Gesù.

A questo punto il Vangelo racconta una storia
di burrasca, di paure e
di miracoli che falliscono.

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Pietro, con la sua tipica irruenza, chiede:

se sei figlio di Dio,
comandami di venire a te
camminando sulle acque.

Venire a te,
bellissima richiesta.

Camminando sulle acque, richiesta infantile
di un prodigio fine
a se stesso,
esibizione di forza che
non ha di mira il bene
di nessuno. E infatti
il miracolo non va
a buon fine.

Pietro scende dalla barca,
comincia a camminare
sulle acque, ma
in quel preciso momento,
proprio mentre vede, sente,
tocca il miracolo, comincia
a dubitare e ad affondare.

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Uomo di poca fede
perché hai dubitato?

Pietro è uomo di poca fede
non perché dubita
del miracolo, ma proprio
in quanto lo cerca.

I miracoli non servono
alla fede. Infatti Dio
non si impone mai,
si propone.
I miracoli invece
si impongono e non convertono.

Lo mostra Pietro stesso:
fa passi di miracolo sull’acqua, eppure
proprio nel momento in cui sperimenta la vertigine
del prodigio sotto
i suoi piedi, in quel preciso momento la sua fede
va in crisi: Signore affondo!

Quando Pietro guarda
al Signore e alla sua parola: Vieni!
può camminare sul mare.

Quando guarda
a se stesso, alle difficoltà,
alle onde, alle crisi,
si blocca nel dubbio.
Così accade sempre.

Se noi guardiamo
al Signore e alla sua Parola,
se abbiamo occhi
che puntano in alto,
se mettiamo in primo piano progetti buoni,
noi avanziamo.

Mentre la paura dà ordini che mortificano la vita,
i progetti danno ordini
al futuro.

Se guardiamo alle difficoltà,
se teniamo gli occhi bassi, fissi sulle macerie,
se guardiamo ai nostri complessi,
ai fallimenti di ieri,
ai peccati che ricorrono,
iniziamo la discesa
nel buio.

Ringrazio Pietro per questo
suo intrecciare fede
e dubbio; per questo
suo oscillare
fra miracoli e abissi.

Pietro, dentro il miracolo,
dubita: Signore affondo;
dentro il dubitare, crede:
Signore, salvami!

Dubbio e fede. Indivisibili.
A contendersi
in vicenda perenne
il cuore umano.

Ora so che qualsiasi
mio affondamento
può essere redento
da una invocazione
gridata nella notte,
gridata nella tempesta
come Pietro,
dalla croce come
il ladro morente.

Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.

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