I racconti in parabole non erano comuni tra i rabbini del tempo di Gesù, e anche per questo i discepoli gli chiedono conto del suo stile particolare nell’annunciare il Regno che viene.
Gesù risponde loro con parole che ci stupiscono, ci intrigano e ci chiedono grande responsabilità: “A voi è stata consegnata la conoscenza dei misteri del regno dei cieli”. Non è un privilegio per i discepoli, ma una grande responsabilità: a loro è stata data la conoscenza di come Dio agisce nella storia di salvezza! (…)
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Ecco però, subito dopo, l’annuncio di una contrapposizione: vi sono invece altri che vedendo non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono, restando chiusi nella loro autosufficienza, nella loro autoreferenzialità religiosa.
E si badi bene ai semitismi di queste parole di Gesù, ispirate al profeta Isaia (cfr. Is 6, 9–10): esse non vogliono indicare arbitrio da parte di Dio, il quale consegnerebbe il Regno ad alcuni e lo negherebbe ad altri. Si deve invece comprendere che chi è destinatario della parola predicata da Dio e non l’ascolta, ma la lascia cadere, non resta nella situazione di partenza.
La “parola di Dio”, sempre “viva ed efficace” (Eb 4, 12), quando è accolta, salva, guarisce e vivifica; al contrario, quando è rifiutata, causa la malattia della sclerocardia, della durezza del cuore, che diventa sempre più insensibile alla Parola, sempre più incapace di sentirsi toccato e ferito da essa. (…) Basterebbe riconoscere e affermare: “Siamo ciechi, siamo sordi, parlaci Signore!”.
Eppure quella dei giorni terreni di Gesù era “un’ora favorevole” (2Cor 6, 2), l’ora della visita di Dio (cfr. Lc 19, 44), l’ora della misericordia del Signore (cfr. Lc 4, 19). Perciò Gesù dice ai discepoli che lo circondano: “Beati i vostri occhi…”. Addirittura il discepolo amato potrà aggiungere, con audacia: “Avete potuto palpare con le vostre mani la Parola della vita” (cfr. 1Gv 1, 1). Non un’idea, non un’ideologia, non una dottrina, non un’etica, ma un uomo, Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio, venuto da Dio!
“Voi lo avete incontrato e ne avete fatto esperienza con i vostri sensi. Sì, beati voi!”. (Enzo Bianchi)
Per riflettere
Ripensa ad un momento in cui hai sperimentato la semplicità e immediatezza della Parola per la tua vita. Come coltivare gli strumenti per comprendere la Parola di Dio e far sì che porti frutto?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
