Vangelo di Matteo – Mt 11,28-30
Io sono mite e umile di cuore.
In quel tempo, Gesรน disse:
ยซVenite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darรฒ ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti รจ dolce e il mio peso leggeroยป.
Parola del Signore.
Sรฌ, Signore, siamo stanchi.
Stanchi della stortura di questo mondo, stanco dellโessere umano che non impara, stanchi dellโingiustizia e della violenza che a volte contribuiamo a far crescereโฆ
Stanchi anche dei lati oscuri del nostro carattere, e della nostra incoerenza, e del nostro vittimismo.
E oppressi, certo.
Dalla situazione che stenta ad evolversi, da rapporti famigliari tossici, dai nostri sensi di colpa, dai giri di testaโฆ
Stanchi e oppressi anche se, ad essere sinceri, non abbiamo veramente di che lamentarci.
Guardando le tante vittime della guerra, i profughi, coloro che fuggono e sfidano la morte perchรฉ oppressi da regimi dittatoriali.
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E tu, ancora una volta, ci dici: venite a me.
Tu sei il nostro riposo, tu sei la nostra liberazione, tu sei la nostra speranza.
Ma non ti carichiamo delle cose che possiamo fare noi, no, non sarebbe giusto.
Sรฌ, Signore, ci siamo scoperti amati. Io sono amato. A prescindere.
La storia dellโumanitร , a saperla leggere, a volerla vedere, รจ una straordinaria epifania dโamore.
Un amore che proviene da Dio e a lui conduce.
Un Dio amorevole che ci ha creati liberi, che ci osserva come fa un padre/madre mentre vede il proprio figlio muovere, tentennando, i primi passi.
Discreto, celato, Dio ci ha donato tutte le possibilitร per crescere, per fiorire, per amare.
E vede, osserva.
Il Dio svelato dalla Scrittura non รจ distratto, insofferente, sbadato; conosce, sa, interviene con discrezione.
Gesรน vede la nostra stanchezza esistenziale,
vede quanto ci รจ difficile vivere,
vede quanta sofferenza, inutile al piรน, incontriamo sulla nostra strada.
E ci viene incontro offrendoci un modo di affrontare le giornate:
imitare lui, prendere su di noi il lieve giogo dellโamare.
Amare perchรฉ ci scopriamo amati.
Amare perchรฉ ne siamo capaci. In Lui.
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Riposati e liberi, grazie a te, Signore,
che ci ami con libertร e rispetto,
cambieremo il mondo, un passo alla volta.
A partire da oggi.
A partire da me, cosรฌ come sono, senza attendere oltre.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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