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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 1 Luglio 2025

Immagina di essere su quella barca, nel lago in tempesta. Le onde si alzano, il vento fischia, e l’acqua entra nella barca. Anche tu, come i discepoli, gridi: “Signore, salvaci, siamo perduti!”

Questa scena parla proprio di noi. Ci sono momenti in cui tutto sembra fuori controllo: problemi familiari, preoccupazioni per la salute, responsabilità troppo grandi, un senso di solitudine, o semplicemente una tristezza che non sappiamo spiegare.

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Gesù, però, nella tempesta dorme. Non perché non gli importi, ma perché non ha paura. E quando i discepoli lo svegliano, la sua prima risposta non è calmare il mare, ma calmare i cuori: “Perché avete paura, gente di poca fede?”

Questa domanda arriva anche a noi oggi. Quali sono le tempeste che ci fanno tremare? Quali pensieri ci spaventano e ci chiudono il cuore? Gesù ci invita a riconoscerli, ma anche a non restare prigionieri della paura.

Il mare si agita, sì, ma lui è con noi sulla barca. Non siamo soli. Avere fede non vuol dire non avere problemi, ma non lasciarsi travolgere. Significa ricordare che il Signore è più forte di ogni tempesta.
Allora oggi, davanti alle onde che ci agitano dentro, possiamo fare un gesto semplice: nominare le nostre paure davanti a Lui, e poi dirgli con fiducia: “Signore, anche se ho paura, io confido in Te.”
E forse non tutto si calmerà subito fuori, ma qualcosa cambierà dentro di noi.