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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 22 Settembre 2026

A noi pare di essere persone giuste, persone che trattano gli altri senza fare preferenze, ma è veramente così? In verità no, noi non trattiamo tutti allo stesso modo, e forse è giusto così, da un certo punto di vista.

Infatti è comprensibile che diamo maggior fiducia a chi quella fiducia se l’è guadagnata, mentre ci fidiamo di meno di chi in passato ci ha imbrogliato ripetutamente. E se dobbiamo far fare un lavoro lo facciamo fare ad una persona che pensiamo sia capace di farlo e non ad un incompetente.

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Non è vera giustizia trattare ogni persona allo stesso modo, perché non è vero che tutte le persone sono uguali. Quello che non cambia mai, e che nessuno ha il diritto di calpestare è la dignità dell’essere umano, anche quando sbaglia, perché ogni vita è sacra. E ditemi una cosa, secondo voi Gesù fa preferenze tra gli uomini?

La risposta esatta è: si, davanti a Dio non tutti sono uguali. Gesù NON fa preferenze legate ai legami famigliari, alla tribù, alla religione, al carattere della persona, al colore della pelle, all’essere uomo o donna. Queste distinzioni Dio non le fa. Il criterio per lui è un altro: Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica. Ecco l’unico criterio che fa la differenza davanti a Dio: ascoltare e mettere in pratica la sua parola.

E questo è proprio quello che anche noi cercheremo di fare, cerchiamo di ascoltare Dio, così non saremo semplicemente sue creature, ma saremo suoi famigliari. Che bello poter chiamare Dio, Padre.

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