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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 17 Aprile 2025

Mi ha sempre colpito l’aspetto comunitario della celebrazione della Pasqua ebraica secondo le indicazioni di Dio a Mosè e ad Aronne, da celebrare come rito perenne di generazione in generazione. Il racconto della salvezza continua per mano del Signore, da tramandare comunitariamente di generazione in generazione.

Prima della Pasqua, prima di consegnarsi, Gesù non compie un miracolo, ma compie un gesto di servizio verso la sua piccola comunità, lava i piedi ai discepoli. È un gesto che tutti abbiamo la possibilità di fare: deporre l’arroganza, non incutere paura, non avere paura, mettersi a servizio di tutti.

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Bisogna anche saper accogliere questo gesto di servizio, come Gesù dirà a Pietro: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».

Gesù ordina ai discepoli: anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Lavare i piedi è una azione che dovrà essere reciproca, comunitaria; solo “lavando i piedi agli altri” posso guarire il mio modo di vivere, di valutare, di pensare.

Per riflettere

Gesù, nell’Ultima Cena con i suoi, consegnando sé stesso nel Pane e nel Vino, vive la sua personale Pasqua sacramentale, prima di donarsi completamente al Padre sulla croce. Nel lavare i piedi ai discepoli, mostra la verità di ogni partecipazione all’Eucaristia, come assunzione del suo stile di vita. (Sussidio CEI 2023)

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi