Nemmeno la Resurrezione è sufficiente per persuadere chi non vuole accoglierne il lieto messaggio di cieli nuovi e terra nuova, in cui abita la giustizia. Lo vediamo tutt’oggi, tra chi non crede al Risorto ma persino tra chi invece dice di farlo.
«Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro». Nel Primo Testamento vi è un invito intramontabile, irrevocabile, di per sé già pienamente sufficiente per evitare conseguenze altrettanto irrimediabili.
- Pubblicità -
La Legge di Mosè indica il cammino del fedele; i profeti richiamano il Popolo affinché ritorni anche interiormente – e non solo con una esteriorità formale – a un rapporto autentico con Dio, da concretizzare nella vita nel mondo, con le sorelle e con i fratelli.
Ma pure il loro monito spesso cade inascoltato. «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti». Non è la mancanza di segni o testimoni credibili a renderci sordi alla Parola di Dio, ma la chiusura del cuore. Prendiamocene cura, perché l’amore di Dio possa operare, lavorarci e insegnarci la carità sociale.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
Canale Telegram
