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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 16 Marzo 2025

Nella Trasfigurazione, Gesù porta con sé Pietro, Giovanni e Giacomo sul monte per pregare. Mentre prega, il suo volto cambia d’aspetto e le sue vesti diventano splendenti. In quel momento, i discepoli vedono Gesù in tutta la sua gloria.

Questa scena ci offre uno sguardo sulla santità come trasformazione. Ogni santo ha vissuto la propria “trasfigurazione” personale, un cambiamento profondo operato dalla grazia di Dio nella sua vita. Pensiamo a Maria, la Madre di Gesù: il suo “sì” totale al progetto di Dio l’ha resa pienamente luminosa, trasparente alla luce di Cristo. Anche i santi hanno vissuto momenti di grande intimità con Dio che hanno trasfigurato le loro vite, rendendole testimonianze viventi dell’amore divino.

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La Trasfigurazione ci ricorda che anche noi siamo chiamati a lasciarci trasformare dalla luce di Gesù. Questo accade soprattutto nella preghiera, quando ci mettiamo al cospetto di Dio con cuore aperto. La preghiera non è solo parlare con Dio, ma un luogo di incontro, dove la nostra vita ordinaria può essere illuminata e trasfigurata. Come i discepoli sul monte, anche noi possiamo percepire la gloria di Dio, che ci rinnova e ci spinge a vivere con uno sguardo nuovo sulla realtà.

Gesù non si trasfigura per stupire i discepoli, ma per prepararli a comprendere che la gloria passa attraverso la croce. La nostra trasfigurazione, dunque, non significa evitare le difficoltà, ma lasciare che la luce di Cristo dia senso e pienezza anche alle nostre sofferenze e ai nostri sacrifici.

Chiediamo al Signore di trasfigurarci con la sua luce, affinché possiamo, come Maria e i santi, riflettere la sua gloria nelle nostre vite ed essere strumenti della sua luce nel mondo.

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