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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 7 Marzo 2025

Nel brano di Matteo i discepoli di Giovanni si avvicinano a Gesù con una domanda che riflette una preoccupazione comune: perché i discepoli di Gesù non digiunano come fanno loro e i farisei? Questa domanda ci invita a riflettere sul significato profondo del digiuno e sulla presenza di Cristo tra noi.

Gesù risponde con un’immagine potente e gioiosa: quella degli invitati a nozze. Egli si paragona allo sposo, e i suoi discepoli agli amici dello sposo. Finché lo sposo è presente, non c’è motivo di lutto o digiuno; è un tempo di festa e di gioia. Questo ci ricorda che la presenza di Gesù porta con sé una pienezza di vita e di gioia che trasforma ogni aspetto della nostra esistenza.

Tuttavia, Gesù preannuncia anche un tempo in cui lo sposo sarà tolto, alludendo alla sua passione e morte. In quel momento i discepoli digiuneranno, esprimendo così il loro dolore e la loro attesa del ritorno del Signore. Questo ci insegna che il digiuno cristiano non è solo un atto di penitenza, ma anche un’espressione di speranza e di desiderio per la venuta del Regno di Dio.

Riconosciamo che ogni momento della nostra vita è segnato dalla presenza o dall’assenza percepita del Signore. Quando sentiamo la Sua presenza siamo chiamati a vivere nella gioia e nella gratitudine. Quando invece sperimentiamo la Sua assenza il digiuno diventa un modo per purificare il nostro cuore e rinnovare la nostra attesa del Suo ritorno.

Viviamo con consapevolezza ogni stagione della nostra vita spirituale, trovando in ogni situazione un’opportunità per avvicinarci sempre più al mistero dell’amore di Dio.

Per riflettere

Come possiamo vivere la gioia della presenza di Cristo nelle nostre vite quotidiane, anche nei momenti di difficoltà?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi