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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 7 Marzo 2025

Il digiuno – astenersi dal mangiare un certo tempo, dell’ordine di ore – è anche di moda. Una pratica considerata salutare da molte diete, secondo una logica sapiente di gestione e qualità del cibo che, integrata nel nostro stile di vita, potrebbe farci del bene. Ma in realtà ciò che è in gioco in questi pochi versetti è ben altro: qui il digiuno è solo un aspetto esteriore che richiama un certo modo di vivere la fede, la relazione con Dio. 

I discepoli del Battista contrappongono due stili diversi: da un lato l’eccesso di osservanza della pratica e dall’altro la sua assenza. Possiamo immaginare la stessa consuetudine applicata ad altri appetiti, un ventaglio ampio di cose di cui ci nutriamo, affettivamente, intellettualmente, materialmente. 

Nella sua risposta Gesù ci riporta al centro di ciò che muove ad astenersi da qualcosa. Sembra che per Gesù il digiuno ha senso per celebrare un’assenza. Un modo anche spontaneo di vivere un lutto: quando ci viene tolto qualcosa di caro, il non mangiare è quasi istintivo. Pensiamo, per esempio, a un adolescente al quale viene proibito di partecipare a una festa: il non mangiare, il non presentarsi ai pasti può essere un modo di denunciare il suo malessere la sua rabbia; o, a un altro livello, qualcuno che sta vegliando un ammalato e si rifiuta di staccarsi da quel letto anche per mangiare.

Ma, al contrario, davanti a una presenza Gesù ci invita a riempirla di ciò che ci nutre.  Non a caso la maggior parte dei momenti di festa li celebriamo attorno a una tavola.

In questo ordine di affetti, siamo chiamati a far entrare Dio. Mangiare o non mangiare, astenersi o riempirsi diventano dunque un modo fisico di esprimere la relazione con lui, di farla ancora più incarnata, fatta scendere “nello stomaco”. 

Non è un caso se uno dei modi più intimi che la Chiesa ci offre per esprimere la relazione con Dio si dà attraverso la consumazione del suo corpo nel pane dell’eucaristia.

Giuseppe Amalfa SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato