Misericordiosi come il Padre: la rivoluzione del cuore!
Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a situazioni in cui vorremmo reagire con la forza, difendere i nostri diritti a tutti i costi, o magari rispondere al male con altro male? Oggi la Parola di Dio ci propone un cammino diverso, un cammino che non è segnato dalla logica del mondo, ma dalla logica del Cielo: la logica dell’amore senza condizioni.
Gesù, infatti, abbiamo ascoltato nel Vangelo, dice ai suoi discepoli: «Amate i vostri nemici». Queste parole del Maestro Divino ci mettono veramente in crisi. Come è possibile amare il nemico? Come è possibile amare chi ci critica, chi ci calunnia, chi ci fa del male, chi ci odia?
È vero che nella tradizione biblica l’amore per il prossimo è inclusivo, cioè esige di non rispondere al male con il male e di lasciare ogni vendetta o giudizio solamente a Dio. In casi estremi, si può rimettere anche il nemico davanti al Signore, senza per questo sporcarsi le mani o lanciare una maledizione. Tuttavia, Gesù parla proprio di amore gratuito, ossia di quell’amore con il quale ci apriamo e ci doniamo alle persone più care.
Ebbene, Gesù ci chiede di amare in modo divino, non solo chi ci ama, ma anche chi ci fa del male. Ci invita a spezzare la catena dell’odio e della vendetta con il perdono e con la misericordia. Questo è il cuore della rivoluzione cristiana: non rispondere al male con il male, ma vincere il male con il bene.
San Paolo, nella seconda lettura, ci aiuta a comprendere questa prospettiva: noi non siamo destinati a rimanere nell’orizzonte limitato dell’uomo terrestre, ma siamo chiamati a portare l’immagine dell’uomo celeste, cioè di Cristo stesso. Lui, dalla croce, ha perdonato i suoi persecutori: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (cf Lc 23,34).
Anche la prima lettura ci offre un esempio straordinario: Davide ha l’occasione di vendicarsi di Saul, il suo nemico, ma sceglie di risparmiare la sua vita. Perché? Perché riconosce che ogni uomo è nelle mani di Dio e che il giudizio appartiene solo a Lui. Davide non si lascia guidare dall’odio, ma dalla fiducia nel Signore.
Questa è la vera forza: la capacità di dominare sé stessi per affidarsi alla giustizia di Dio. Spesso pensiamo che perdonare sia un segno di debolezza, invece è il più grande atto di libertà e di forza interiore. Chi perdona non è uno sconfitto, ma uno che si rifiuta di farsi imprigionare dall’odio, dal rancore, dalla vendetta.
Gesù conclude il suo discorso con un imperativo: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». Il modello dell’amore cristiano, dunque, non è un’idea astratta, ma Dio stesso. Noi siamo chiamati a riflettere nella nostra vita il suo modo di amare: gratuito, incondizionato e universale.
Orbene, il Vangelo di oggi ci invita a mettere in discussione i nostri istinti naturali, ad aprirci al mistero della misericordia divina e a vivere un amore che non si limita a chi ci è vicino, ma abbraccia anche chi ci fa del male. Gesù, infatti, ci chiede di andare oltre la giustizia umana e di entrare nella logica della grazia: non dare agli altri ciò che meritano, ma ciò di cui hanno bisogno. Questa è la legge del Regno di Dio, la sola che può trasformare il mondo.
Poniamoci, allora, delle domande: come reagiamo di fronte a chi ci fa del male? Siamo capaci di perdonare? Siamo disposti a spezzare le dinamiche di rancore e di vendetta che ci rendono prigionieri? Siamo capaci di compiere il primo passo verso chi ci ha fatto soffrire?
Chiediamo al Signore di aiutarci a perdonare e di donarci un cuore simile al suo, un cuore capace di amare senza misura, un cuore che non si lascia vincere dal male, ma che vince il male con il bene.
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Che la Vergine Maria, Madre della Misericordia, ci aiuti a vivere il comandamento dell’amore e ci renda capaci di perdonare chi ci fa del male. Il Signore, che è «buono e grande nell’amore», ci insegni ad essere misericordiosi e ad amare come Lui ci ama. Amen!
Per gentile concessione di don Lucio, dal suo blog.
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