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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 20 Febbraio 2025

Punto di svolta nel Vangelo di Marco, in cui Gesù ricapitola l’esperienza drammatica della prima predicazione. Miracoli straordinari e annunci del Regno non hanno convinto le autorità religiose, hanno lasciato i discepoli con il cuore indurito e hanno persino persuaso quelli della sua famiglia che lui fosse “fuori di sé”, uno fuori di senno (Mc 3, 21).

Troppo nuovo l’annuncio del Regno per tutti, senza distinzioni di popolo e senza preclusioni sulla purezza, perché scribi e farisei possano accettarlo. Troppo estrema la richiesta di amare tutti senza condizioni, persino i nemici. Troppo pericoloso questo stile di vita.

Gesù si rende conto che è a una svolta. Se accetta la ragionevolezza richiesta dalla tradizione religiosa e dal buon senso può trovare un compromesso. Ma è questo quello che gli chiede il Padre? Dovrebbe annunciare un Regno nel quale la misericordia del Padre viene limitata, incanalata attraverso classificazioni e moralismi vari, amministrata da una classe di intermediari religiosi il cui potere spirituale sarebbe enorme e arbitrario. Forse ha presente il brano del Grande Inquisitore di Dostojevsky. Non può accettare il compromesso, sa che il Padre ha altri pensieri.

E allora fa, come dire, un briefing con i suoi. Che ne dite? Ci state o no? In definitiva, chi sono io per voi? E ancora una volta il quadro non si risolve affatto: Pietro si guadagna sul campo il primato con una straordinaria professione di fede, per essere poche righe dopo declassato ad un nemico (un Satana). Ancora non capiscono, e non capiranno ancora a lungo.

Per riflettere

In tempi di grande incertezza e di narcisismo la domanda dominante è: chi sono io? Qual è la mia identità? Gesù suggerisce di spostare la domanda: tu chi dici che io sia? Dalla risposta a questa domanda, formulata nel profondo del cuore, dipende la mia identità.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi