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don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 4 Gennaio 2025

“Dove dimori?”

Per conoscere meglio una persona non puoi far a meno di conoscere la sua casa, il luogo dove dimora. È lì che osservi come gestisce i suoi spazi, le sue abitudini. Invece quando ci si sente a casa di qualcuno vuol dire che si è a proprio agio, si può esprimere la propria personalità con disinvoltura, senza badare alle formalità.

Gesù invita i discepoli a seguirlo per entrare nella sua casa e realizzare proprio questo scambio. Da un lato farsi conoscere, dall’altro dare a loro la possibilità di superare il disagio e le formalità del primo incontro per creare una relazione più profonda. La dinamica della sequela di Gesù è proprio questa. Mentre il discepolo pian piano, lungo il cammino, rivela sempre di più se stesso, il desiderio di seguirLo, e le sue lentezze; Gesù si fa conoscere sempre di più. 

Essere discepoli di Gesù non vuol dire essere esecutori perfetti dei suoi insegnamenti, ma perseverare nell’ascoltarlo e nel compiere quel che insegna senza vergognarsi di manifestare le proprie incomprensioni, la propria durezza di cuore. Seguire Gesù è come un continuo invito ad entrare nella sua casa: per conoscerlo sempre più e per imparare ad essere sempre meno estranei al senso della sua Parola, divenire suoi familiari.

In breve

Entrare in casa di Gesù vuol dire acquisire familiarità con Lui, con la sua Parola e i suoi insegnamenti. E non aver timore di manifestargli la nostra natura, le proprie fragilità e desideri più profondi.

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