Commento al Vangelo di domenica 1 dicembre 2024 a cura di don Claudio Luigi Fasulo – Sanremo.
Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.
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Buon anno a tutti! Sì, non sto scherzando: buon anno a tutti. Perché la Chiesa oggi inizia un nuovo anno liturgico. L’Avvento è il tempo che prepara l’arrivo di Gesù nel mondo. L’Avvento è il tempo che annuncia una nuova luce nel mondo. L’Avvento è il tempo che rinnova le vite che spesso sono trascinate e faticose.
L’Avvento è tutto questo, ma anche molto di più. Però, per viverlo nel miglior modo possibile, bisogna desiderarlo, bisogna volerlo, bisogna volere nella propria vita una conversione.
L’Avvento, per coloro che vogliono ritrovare la fede, è il tempo privilegiato per una rinascita di vita. Non facendo finta che tra un mese e qualche giorno nasca Gesù nel presepe, ma che Gesù nascerà nel tuo cuore, nella tua vita, nei giorni della tua vita.
L’Avvento è il tempo dell’attesa, in un mondo dove si vuole tutto e subito. L’Avvento è un tempo prezioso di attesa: bisogna gustarla, l’attesa. Solo una mamma può capire e testimoniare i nove mesi di attesa per ricevere in dono un figlio. Solo un bambino può testimoniare l’attesa dei genitori quando arrivano a casa alla sera, dopo il lavoro. Solo un innamorato può conoscere il valore di un treno o di un aereo che arriva e sta portando a lui la persona amata. Solo un cristiano vero può comprendere l’Avvento come un tempo di attesa per riaccendere la luce nella sua vita.
Allora, vediamo nel Vangelo di questa prima domenica di Avvento tre frasi preziose che ci possono condurre verso il Natale. La prima è: “Risollevatevi e alzate il capo.” La seconda: “State attenti che i vostri cuori non si appesantiscano.” La terza: “Vegliate in ogni momento pregando.”
Ecco, vediamo, seppur brevemente, queste tre frasi, che possono essere appunto tre piste, tre riflessioni per vivere il cammino dell’Avvento.
1. “Risollevatevi e alzate il capo”
Non permettere che lo scoraggiamento mangi alla tua tavola e che la disperazione diventi ospite della tua vita. “Risollevare” e “alzare” sono due verbi che ci vogliono portare fuori dallo stato di aridità e di svogliatezza. Risollevare, cioè dare uno slancio vero alla vita, e non rimanere schiacciati e bloccati dalle tante battaglie quotidiane.
Pensateci: il grande verbo di Gesù nei suoi miracoli è “rialzati”. Oggi lo dice a te: rialzati da questo sonno della vita. Alza gli occhi verso la luce, verso Cristo. Infatti dice: “Risollevatevi e alzate il capo.”
Alzare la testa ci fa capire che è il caso di smettere di camminare guardando solo i giorni che scorrono, ma di vivere i giorni come un dono, dove possiamo operare per conto di Dio, nonostante i nostri limiti, nonostante le nostre debolezze.
Questi due verbi di questa prima frase, “risollevare” e “alzare”, diventino uno stimolo per iniziare questo cammino di Avvento, per sconfiggere una mentalità che non spera più e che non sogna più.
2. “State attenti che i vostri cuori non si appesantiscano”
In queste parole troviamo la tenerezza di Dio, quella tenerezza che Dio vuole riversare in ognuno di noi. Gesù non chiede performance, non chiede numeri, fatturato, sforzi assurdi. No, Gesù vuole diventare per te un rifugio sicuro, un luogo caldo e accogliente.
Questa frase è un invito ad allontanarci da ciò che ci appesantisce e che ci rende, in un certo senso, schiavi della vita. Allora, in questa prima domenica di Avvento, prova a pensare a ciò che ti rende pesante il cammino della vita. Prova a vedere, con gli occhi della fede, quello che non ti dona vita, ma solo fatica. E non aver paura di guardarti dentro e di decidere di cambiare.
Ma occhio: che questo sia lo sguardo di Dio e non del tuo io.
3. “Vegliate in ogni momento pregando”
Un altro grande invito di Gesù per questo Avvento. Altri due verbi che diventano pilastri per una fede rinnovata. Il primo è “vegliare”. Vegliare è il verbo delle sentinelle, di quegli uomini che non si fanno anestetizzare dalla notte, dal buio della vita, ma che vegliano con la certezza di un’alba, di un nuovo giorno.
Sentinelle che non perdono di diffondere la speranza. E poi: “Vegliate in ogni momento pregando.” La preghiera significa rinsaldare il dialogo con Dio.
Forse oggi perdiamo troppo tempo dietro a cose futili: ai social, al chiacchiericcio, all’ozio. E casualmente non troviamo mai tempo per pregare.
Allora, accogli l’invito di questa domenica: trova il tempo per la preghiera. Perché la preghiera non è tu che parli a Dio, ma è lasciare il tempo a Dio di parlare con te, di parlare in te, di parlare per te.
Vegliare e pregare significa, allora, fare il primo passo nella vita. Vuol dire non stare fermi, vuol dire fare il primo passo verso gli altri, portando speranza, e il primo passo verso Dio, concedendogli del tempo con la preghiera.
Bene, accendiamo la prima candela della corona dell’Avvento: un segno chiaro di dare nuova luce alla vita, un segno che ci porta a voler scaldare la vita, a illuminarla. Avere uno sguardo verso il cielo, ma con i piedi fissi a terra.
Buon cammino di Avvento, cercatore di Dio, cercatore di Gesù, cercatore della fede, della speranza e dell’amore.
