Insegnaci a pregare, Maestro. Non a dire le preghiere, non a mandare a memoria delle (belle) formule, non a sbrodolare qualche parola in fretta per dirci cristiani, per pagare pedaggio a questo Dio che dovrebbe proteggerci.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Ottobre 2024” su Spreaker.Insegnaci a pregare perché, come sperimentano gli apostoli che, pure, sono uomini di preghiera, che frequentano la sinagoga, che assolvono tutti gli obblighi del pio israelita, la nostra preghiera è piccina.
Ma vedere il Maestro, che, furtivamente, si alza nel cuore della notte per dialogare col Padre, che lascia la sua anima innalzarsi fino a Dio, che trova in quel momento la forza, l’energia per poi donarsi lungo la giornata, ci affascina, ci scuote, ci interroga.
Allora è possibile fare della propria vita interiore un faro. Allora è possibile sperimentare in noi stessi la presenza di Dio. Allora possiamo, giorno per giorno, imparare che Dio c’è ed è bellissimo. Ed è un padre/madre a cui rivolgerci con fiducia e compassione.
Il Padre Nostro contenuto in Luca è più breve ed asciutto, forse più antico di quello riportato da Matteo. Ma la cosa che voglio sottolineare oggi è che Gesù consegna la preghiera dei figli durante la sua preghiera, durante un momento in cui lui per primo è assorto nella preghiera.
Nel vangelo di Luca troviamo spesso Gesù assorto in preghiera, lo vediamo raccolto in intimità col Padre nei momenti decisivi del suo percorso di apostolato. È la preghiera la sorgente ultima della sua energia, della sua forza, del suo agire.
Gli apostoli ne sono profondamente affascinati, avvinti, trascinati. No, non sappiamo pregare, non scherziamo. Siamo svogliati, finiamo col dire un sacco di parole, distratti e scostanti, non sappiamo pregare. Non sappiamo fare della preghiera il trampolino che ci permette di ancorarci a Dio, di stare legati a lui, di dimorare nel suo cuore.
Mendichiamo, allora. Chiediamo al Signore di insegnarci a pregare e, nella preghiera, di scoprire il volto sorridente di un Dio che è Padre.
FONTE: Amen – La Parola che salva – Il blog di Paolo
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