Gesù dice “Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala”, ma non ci sta esortando letteralmente a mutilare noi stessi. Piuttosto, sta usando un’immagine forte per farci comprendere quanto seriamente potrebbe danneggiarci il peccato e le sue conseguenze.
Ricordo, qualche anno fa, di avere ascoltato l’intervista ad un politico che era stato arrestato con gravi accuse di corruzione. E questa persona spiegava come avesse cominciato con piccole concessioni, con piccoli compromessi, con piccole bustarelle, e poi come questa cosa si fosse sviluppata oltre ogni sua immaginazione, e oltre ogni capacità di controllare quello che stava accadendo, è stato come finire in una spirale.
Ed effettivamente è così, non solo il regno di Dio è un seme che può crescere e diventare una pianta, ma anche il regno del male è come un seme che può diventare una pianta. Gesù ci invita ad estirpare i semi del male.
Ci invita a “tagliare” queste abitudini negative alla radice, prima che crescano e ci portino su una strada sbagliata. Non si tratta di autoflagellarci, ma dobbiamo essere vigili e decisi nell’allontanarci dalle tentazioni, anche quando sembra difficile o doloroso nel breve termine. In questo senso è pienamente vero: meglio perdere una mano oggi che l’intero corpo domani.
Ricordiamocelo: “È meglio perdere una cattiva abitudine che perdere se stessi.”
Unisciti a noi per un cammino di fede e preghiera comunitario.
