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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 31 Agosto 2024


La vita, l’esistenza, la fede, tutto quello che siamo e di cui godiamo l’abbiamo ricevuto in dono gratuito. È talmente evidente la gratuità che può indurci perfino a pensare che tutto sia “normale” e che tutto ci sia dovuto.

Ne siamo beneficiari dalla nostra nascita e tutto è nato con noi. La vita nel suo svolgersi quotidiano ci ha ulteriormente convinti di tanti doni, man mano che esercitavamo le nostre facoltà fisiche e spirituali.

Ci siamo così impossessati in modo stabile dei doni fino a ritenerli definitivamente nostri. Se i doni sono gratuiti e ci appartengono ciò non significa che possiamo farne un uso esclusivo personale: dobbiamo costantemente ricordarci che ci sono stati affidati dal Signore e tutto deve essere orientato per la sua gloria.

Egli si attende quindi legittimamente che portino frutti e si moltiplichino. Dobbiamo rendere conto a Colui che ce li ha affidati e che ha riposto in noi la sua fiducia. Arriva poi, anche se inatteso, il momento del rendiconto. Non ha importanza se ci sono stati dati cinque, tre o un solo talento: i doni di Dio sono sempre preziosissimi e di un valore incalcolabile.

Ognuno è responsabile di quanto ha ricevuto, ognuno deve sentirsi impegnato ad impiegarlo nel modo migliore. (Don Roberto Rossi)

Per riflettere

Dov’è il mio impegno di fede, di preghiera, di carità? La vita è il tempo datoci da Dio nel quale dobbiamo far fruttare i suoi talenti. Dobbiamo allontanar la pigrizia e operare. E quando lui tornerà gli renderemo conto. Dio ci chiede di far prevalere il bene e di affidarci a Lui, per poter un giorno sentire il suo invito: “Vieni servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore”.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi