Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 4 Marzo 2024

Commento al brano del Vangelo di: Lc 4, 24-30

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Ancora una volta vediamo Gesรน colpire dritto alle pieghe del nostro cuore sempre cosรฌ pronte a sdegnarsi quando la realtร  non si sottomette ai nostri bisogni e alle nostre aspettative.

Nella sua terra, tra la gente della sua cittร , viene rimproverato di aver pensato solo ad altri villaggi. Gesรน non spreca l’occasione per dare voce a quell’esercito di occhi che lo guardano con disappunto e continua umilmente ad evangelizzare incidendo le coordinate di tutta la sua azione: cosa fa, come lo fa, dove lo fa, quando lo fa, dimostrando obbedienza docile al Dio delle Scritture.

I nazzareni devo rendere umile il loro cuore e aprirlo alla libertร  dell’amore di Dio, senza pretese e senza pregiudizi, ma con fiduciose attese: il miracolo di Naamร n il Siro, affetto dalla lebbra, accade laddove non era atteso, nelle acque del fiume Giordano: ยซEgli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificatoยป. Naamร n non viene semplicemente guarito, ma trasformato in una creatura nuova.

La salvezza non รจ qualcosa di precostituito, รจ il dono di poter vivere liberi, รจ la forza di potere rischiare l’atto dell’amore, รจ frutto dell’obbedienza alla Parola, obbedienza nella fiducia. La salvezza รจ nella Parola del Vangelo che non solo ti guarisce, ma ti ristruttura, ti dร  il volto del Figlio.

Il ciglio del monte dove viene condotto per essere gettato giรน anticipa il destino di Gesรน svelando giร  la fine, ma ยซegli, passando in mezzo a loro, si mise in camminoยป. Continua il suo cammino, fino alla Pasqua e dopo la Pasqua, quando, per mezzo dei suoi discepoli, la sua parola e l’offerta di salvezza incomincerร  a percorrere le strade del mondo fino a noi e oltre a noi. Non un Dio in fuga, ma un Dio che ti scivola dalle mani e che va oltre, in cammino. Sรฌ, perchรฉ l’amore non puoi ucciderlo nรฉ fermarlo, puoi soltanto rifiutarlo o peggio fartelo scivolare via. Non lo fermerร  la morte. Non lo fermerร  nessuno. Sa attendere, sa camminare, sa seguirci.

Per riflettere

Pensiamo alle volte in cui nella nostra vita ยซil Signore ci ha visitato con la sua graziaยป rivelandoci il suo stile umile e semplice. Riflettiamo su tutte le volte che non abbiamo avuto la pazienza di attenderlo, il coraggio di riconoscerlo, fiducia nel seguirlo.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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