Per l’uomo la felicitร sembra essere a volte quella farisaica: riuscire ad apparire bene. Nell’apparire bene, nell’immagine, emerge quello che all’altro piace o quello che convince l’altro, naturalmente non in senso cristiano.
Ne consegue che non si guarda piรน alla sostanza delle cose ma alla loro apparenza, che deve essere convincente: devo convincere l’altro a credere che io sono cosรฌ anche se non lo sono, tutto il resto non conta.
Diventa necessario lodarmi spesso per fare apparire i risultati sperati e soprattutto non quelli raggiunti, per far sรฌ che io metta in risalto ciรฒ che va bene, nascondendo quello che bene non va. ร la filosofia e la religione del fariseo. Una religione che ci porta a vivere senza amore e senza passione e che ammazza il nostro cuore.
ร il gioco dei potenti, รจ il gioco del fariseo: sopravvivo con l’apparenza che inganna, ma che mi salva. Non รจ piรน Gesรน Cristo che ci salva, ma l’apparenza demoniaca che si infila all’interno delle nostre relazioni sociali.
Ma come possiamo fare a non farci schiacciare dalla morsa dell’apparenza, della compiacenza, del dire falsitร per rimanere a galla e non cadere sotto la mannaia della censura sociale? Mettendo al centro della nostra esistenza Cristo Signore della storia. Preoccupiamoci di appassionarci alla vita, di amare, di testimoniare la caritร come ci insegna Gesรน senza perdere mai di vista la volontร del Padre.
Cosรฌ un po’ alla volta lo Spirito del Cristo potrร liberarci dal nostro demone dell’apparenza. Non saremo piรน preoccupati di demolire, ma di costruire. Potremo cogliere sempre meglio le apparenze fasulle che a volte segnano la nostra esistenza. Invece di fare la guerra a qualcuno faremo un’azione pacifica e non violenta, ma forte contro il maligno che inquina le nostre relazioni.
La giustizia che il Padre ci invita a vivere in Cristo non รจ la giustizia del bilancino, ma รจ la sua volontร . Non รจ neppure la giustizia della legge italiana usata a nostro piacimento. La giustizia di Dio, che รจ la sua volontร , รจ il vivere in pienezza l’amore di Dio.
Non รจ piรน sufficiente non uccidere, ma รจ necessario imparare a non adirarsi col fratello. Sappiamo che ne uccide piรน la lingua che la spada, per questo รจ importante imparare a non dire neppure โstupidoโ, cioรจ โtesta vuota, senza cervelloโ, al proprio fratello. Il perdono nei rapporti fraterni รจ il cuore della volontร del Padre: siamo chiamati ad essere misericordiosi come รจ misericordioso il Padre che รจ nei cieli. Non valgono le preghiere se non c’รจ questa veritร di rapporto col fratello e quindi con Dio. Affiniamo il nostro palato, impariamo a cogliere la volontร del Padre, la sua giustizia nel nostro quotidiano e domandiamo la grazia di riconoscere quello che non riusciamo a vivere della giustizia del Padre e di camminare con pazienza, costanza e fiducia verso il regno dei cieli.
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Per riflettere
Signore, tu che sei fonte di vita e di gioia per i peccatori che si pentono, rendi ciascuno di noi capace di riconciliazione.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
